La formazione accrual e il mistero del target

Entro il prossimo mese di marzo è previsto il conseguimento del traguardo M1C1-117 relativo al completamento del primo ciclo (formazione di base) rivolto agli esperti contabili delle amministrazioni interessate dalla riforma 1.15 del Pnrr. Con la partenza della c.d. fase pilota (prevista dall’art. 10 del dl 113/2024) è stata avviata anche una prima batteria di…

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Entro il prossimo mese di marzo è previsto il conseguimento del traguardo M1C1-117 relativo al completamento del primo ciclo (formazione di base) rivolto agli esperti contabili delle amministrazioni interessate dalla riforma 1.15 del Pnrr.

Con la partenza della c.d. fase pilota (prevista dall’art. 10 del dl 113/2024) è stata avviata anche una prima batteria di corsi formativi, erogati con modalità esclusivamente telematica attraverso un portale dedicato e comprendente 19 moduli multimediali (il primo sul quadro concettuale e ai gli altri relativi agli standard contabili ITAS) certificati dalla Scuola Nazionale dell’Amministrazione.

Il modulo formativo sul quadro concettuale in quanto propedeutico ai successivi moduli deve essere necessariamente svolto per primo. Al completamento di questo modulo viene rilasciato un attestato di partecipazione ed è possibile accedere ai successivi moduli, relativi ai singoli standard contabili, per i quali non è prestabilito nessun ordine di fruizione. Al termine dell’intero percorso formativo è previsto il rilascio di un certificato di formazione, previo superamento di un test di verifica finale.

Non è previsto il rilascio di singoli attestati per modulo formativo. Il corso di formazione di base dura 34,5 ore ed è riconosciuto ai fini della formazione obbligatoria prevista per il personale della pubblica amministrazione.

Al momento, non è del tutto chiaro come si procederà alla verifica del target, che è definito nei seguenti termini: “fine del primo ciclo di formazione per la transizione al nuovo sistema di contabilità per i rappresentanti degli enti pubblici che coprono almeno il 90% della spesa primaria dell’intero settore pubblico”.

Pare, quindi, che non conti il numero di utenti formati, ma il contingente di PA. Siccome la formazione si completa solo con il superamento dei test sui singoli moduli e di quello finale potrebbe avere un fondamento la tesi per cui è sufficiente che almeno un iscritto per ogni ente arrivi in fondo, a prescindere dal numero di utenti che lo stesso ente ha iscritto. Ma sul punto sarebbe opportuno un chiarimento, visto che il percorso è tutt’altro che leggero e il rischio che qualcuno si perda per strada è elevato. 

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