La legge di bilancio 2025 ha operato un drastico taglio alle risorse statali destinate agli investimenti. Nella relazione illustrativa al provvedimento la scelta viene giustificata alla luce della previsione, da parte della stessa manovra, della possibilità di utilizzare per la stessa finalità le risorse da accantonare obbligatoriamente al nuovo fondo di finanza pubblica, liberandole nell’anno successivo se i saldi lo consentono.
E’ evidente che si tratta di una argomentazione pretestuosa, trattandosi di due meccanismi del tutto incomparabili sia in termini qualitativi che in termini quantitativi.
A subirne gli effetti saranno soprattutto gli enti medio-piccoli, che non hanno altre leve significative per finanziare la propria spesa in conto capitale con risorse proprie e faticano a reperirle partecipando ad avvisi e bandi.
Almeno per queste situazioni sarebbe necessario ripristinare meccanismi di finanziamento ispirati al c.d. modello spagnolo, già sperimentato negli anni scorsi. Esso prevede l’erogazione di piccoli grants diffusi ponendo come unica condizione il rispetto di tempi certi, e brevi, per l’avvio e la realizzazione dei lavori.
Ad aprire il filone italiano è stato il decreto “crescita”, (dl 34/2019), cui poi è seguita la legge di bilancio 2020 (l 160/2019), che ha previsto un’altra linea di finanziamento per investimenti destinati ad opere pubbliche in materia di efficientamento energetico, sviluppo territoriale sostenibile e messa in sicurezza scuole, edifici pubblici e patrimonio comunale, nonchè per l’abbattimento delle barriere architettoniche.
Anche la legge di bilancio 2022 (l 234/2021) ha previsto l’erogazione di un importo crescente in base alla dimensione demografica, arrivando però anche al di sopra dei 250.000 abitanti, una soglia forse eccessiva visto che, su questa scala, la capacità di andarsi a cercare i finanziamenti dovrebbe essere più elevata.
Se la coperta è corta una soluzione piò essere concentrare gli sforzi su quelle classi di enti per i quali l’azzeramento degli etero-finanziamenti significa, in molti casi, la cancellazione o in differimento delle spese a data da destinarsi.
