L’alimentazione di Regis richiede la collaborazione fra uffici diversi

Per il monitoraggio e la rendicontazione del Pnrr è stato implementato un sistema operativo ad hoc denominato Regis, che dovrebbe diventare in prospettiva diventare l’unico strumento di governo informatico degli investimenti pubblici. Regis è un applicativo integrato, la cui alimentazione richiede inevitabilmente la collaborazione di più uffici, sia per quanto concerne il monitoraggio (che non…

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Per il monitoraggio e la rendicontazione del Pnrr è stato implementato un sistema operativo ad hoc denominato Regis, che dovrebbe diventare in prospettiva diventare l’unico strumento di governo informatico degli investimenti pubblici.

Regis è un applicativo integrato, la cui alimentazione richiede inevitabilmente la collaborazione di più uffici, sia per quanto concerne il monitoraggio (che non è solo finanziario, ma anche fisico e procedurale e punta sopratutto ai target associati alla misura) che rispetto alla rendicontazione. Esso richiede un’attenta verifica della documentazione da caricare, cui si associano obblighi di attestazione che non posso restare in capo ad un unico soggetto, ma vanno distribuiti in base alla mappatura dei processi. Ciò anche (e soprattutto) laddove l’ente opti per l’accentramento dell’attività di caricamento su Regis in un unico ufficio (sia esso quello finanziario, quello tecnico o altro), ma anche nel caso in cui si prediliga invece un approccio diffuso (ogni ufficio carica la documentazione di sua pertinenza). 

Di fatto, quindi, con Regis diventa essenziale creare meccanismi di raccordo fra l’ufficio tecnico, l’ufficio finanziario e l’ufficio che si occupa di appalti e contratti. In mancanza (ovvero perpetuando quella tendenza a lavorare per compartimenti stagni che caratterizza molti enti), il rischio è che non vi sia coerenza fra i documenti e, più in generale, che il corretto flusso di monitoraggio e rendicontazione si interrompa, creando problemi anche sul piano della ripartizione delle eventuali responsabilità.

È una questione tipicamente organizzativa, che richiede uno sforzo maggiore negli enti di minori dimensioni dove alcune delle funzioni interessate sono gestite in forma associata (pensiamo alle procedure di affidamento che in ambito Pnrr sono spesso obbligatoriamente gestite a livello di centrale unica). 

È opportuno segnalare, al riguardo, l’importanza di un’attenta profilazione degli utenti su Regis, in corrispondenza al modello organizzativo prescelto.

Da questo punto di vista, occorre dire che la partenza è stata tutt’altro che facile e non per colpa degli enti locali. Sono stati infatti i Ministeri a incontrare enormi problemi di configurazione dell’applicativo, ancora non del tutto risolti, con il risultato che spesso chi dovrebbe “vedere il cup” non lo vede e chi invece lo vede non dovrebbe vederlo.

Anche in questo caso, per uscire dall’impasse, è necessario lavorare sul piano organizzativo  dialogando in modo puntuale e univoco con ciascuna amministrazione responsabile. 

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