Norme taglia debiti senza meritocrazia: premiate le regioni, emarginati i comuni

L’articolo de IlSole24Ore “Governatori, accordo taglia debito con il Mef” a firma di Gianni Trovati riferisce che nella prossima legge di bilancio sarà inserita una norma per prevedere una sorta di accollo da parte dello Stato dei debiti regionali. I dettagli tecnici dell’operazione non sono chiarissimi: in particolare, non viene specificato chi ne sosterrà effettivamente…

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L’articolo de IlSole24Ore “Governatori, accordo taglia debito con il Mef” a firma di Gianni Trovati riferisce che nella prossima legge di bilancio sarà inserita una norma per prevedere una sorta di accollo da parte dello Stato dei debiti regionali.

I dettagli tecnici dell’operazione non sono chiarissimi: in particolare, non viene specificato chi ne sosterrà effettivamente i costi. Da un lato, si afferma giustamente che non esistono pasti gratis, dall’altra che Via XX settembre è disposta a dare la copertura finanziaria.

Si capisce solo che il focus sarà sulle c.d. anticipazioni di liquidità (quindi non sui mutui e titoli) e che “il «debito nei confronti dello Stato» sarà «cancellato», e quello nei confronti di Cdp sarà «posto a carico del bilancio dello Stato»”. In cambio, le regioni (che potranno cancellare quella mostruosità contabile rappresentata dal fondo anticipazioni di liquidità), dovranno però “migliorare di una somma equivalente l’avanzo di amministrazione”, il quale potrà essere destinato ad investimenti.

Apprendiamo, infine, che “in base all’intesa dovrebbero tradursi in almeno 1,172 miliardi di investimenti in più fra 2026 e 2029 (500 milioni nel Lazio). A questa base, che incide sui saldi di finanza pubblica e va coperta, si dovrebbero aggiungere però le quote di avanzo liberabili caso per caso.”

Questo quadro suscita qualche considerazione a caldo. Guardando ai dati complessivi, le 20 Regioni italiane hanno da sole più debito di tutti i quasi 8000 Comuni (38 miliardi con 31), una leva fiscale più dinamica (l’IRAP e l’IVA rispetto alla decorra IMU) e maggiore incidenza delle situazioni di disavanzo. Eppure portano a casa un accordo che per gli enti locali è sempre rimasto una chimera.

Con l’art. 39 del Decreto “Milleproroghe” 2019 (D.L. 30 dic. 2019, n. 162) era stata immaginata un’operazione per alcuni versi analoga, ma che poi non ha mai trovato attuazione malgrado la solita epidemia di “tavolite di confronto” che ne è scaturita. Sarebbe bello se per una volta, anche in questo ambito, vi fosse un po’ di meritocrazia in più.  

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