L’annunciato stralcio dal Piano nazionale di ripresa e resilienza di una serie di interventi desta nei soggetti attuatori preoccupazioni che vanno al di là della questione della copertura finanziaria, su cui sono subito arrivate le (scontate) rassicurazioni del Governo.
In altri termini, è del tutto evidente che, come affermato dal Ministro Raffaele Fitto in Parlamento, sia escluso che le predette misure possano essere realmente e integralmente definanziate (lo stesso documento del Governo lo esclude, precisando che saranno inseriti in altri programmi, come i Fondi strutturali e di investimento europei, il Fondo per lo sviluppo e la coesione e il fondi del Piano nazionale complementare al Pnrr), ma è evidente che tali coperture devono essere identificate prima o al più tardi contestualmente allo stralcio dall’attuale Piano.
Dando quindi per scontato che si tratterà solo di modificare la fonte di finanziamento, nelle more cosa accade? In linea teorica, non cambia nulla, perchè è evidente che quella del Governo è solo una proposta, che dovrà essere condivisa con tutti gli attori istituzionali, dalla Commissione europea agli enti territoriali, per cui al momento gli atti d’obbligo da noi sottoscritti con il Ministero dell’Interno restano pienamente valide ed efficaci le norme legislative e convenzionali vigenti, che non prevedono in alcun modo la facoltà di modifica unilaterale della fonte di finanziamento.
Sul piano pratico, però, il discorso è molto più complicato: sarebbe interessante che Fitto spiegasse ai rup e ai ragionieri come devono comportarsi? Fare come se nulla fosse cambiato, anche se magari cambierà tutto)? Approvare stati avanzamento lavori e pagarli, magari con risorse proprie dell’ente se gli anticipi sono esauriti, rendicontandole secondo le regole Pnrr che magari di lì a poco cambieranno? Assumere nuovi impegni di spesa assumendosi il rischio di creare una nuova species di debito fuori bilancio (posto che il dfb per regola nasce quando non si segue il corretto iter di spesa, cosa che invece in questi casi è avvenuta)? Oppure fermarsi a e attendere, come molti appaltatori stanno iniziando a fare?
