L’Ufficio parlamentare di bilancio ha diffuso alcune interessanti elaborazioni sullo stato di avanzamento del PNRR basate sui dati di monitoraggio caricati dai soggetti attuatori su REGIS.
Ne emerge una fotografia molto interessante, ma con alcuni elementi per così dire “sgranati”. Vi sarebbe, infatti, circa 12.000 interventi (l’1,9% del totale con un finanziamento di 5,4 miliardi di euro) di cui sostanzialmente non si sa nulla. Sarà interessante capire come potranno essere rendicontati all’UE.
Nel complesso, l’Upb ha contato 653.778 progetti attivi, per un controvalore di 171,3 miliardi (contro i 194,4 di finanziamento complessivo). Di questi 558.517 (l’85,4% del totale) sono in fase conclusiva, mentre 1.400 interventi (il 4,6% del totale che assommano circa 17 miliardi) sono considerati «in fasi critiche».
Da questa descrizione, oltre a qualche preoccupazione sui ritardi, si trae l’ennesima conferma di un Piano sparpagliato in mille rivoli, del quale sarà davvero difficile valutare unitariamente l’impatto, che comunque pare assai modesto se misurato in termini economici.
La crescita, infatti, è stata solo dello 0,6% nel 2025 e si fermerà intorno allo 0,7% nel 2026, molto al di sotto delle attese.
Del resto, il moltiplicatore effettivo della spesa pubblica associato al PNRR si è dimostrato inferiore a uno: l’impatto totale, in altri termini, è stato meno che proporzionale rispetto all’ammontare dei fondi ricevuti, come evidenziato anche dalla Commissione europea. Un’occasione persa, non la prima purtroppo ma forse l’ultima con simili proporzioni.
