Rottamazione delle cartelle: dalla conversione del milleproroghe lo slittamento al 31 marzo per i comuni

Qualcuno pensava davvero che il termine del 31 gennaio sarebbe stato quello definitivo, per consentire ai comuni di decidere di non stralciare le cartelle? Ovviamente, era un termine buttato lì, a caso, senza alcuna consapevolezza di come funzionano i comuni, senza tenere in nessuna considerazione le dinamiche degli organi, senza nemmeno aver chiarito un minimo…

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Qualcuno pensava davvero che il termine del 31 gennaio sarebbe stato quello definitivo, per consentire ai comuni di decidere di non stralciare le cartelle?

Ovviamente, era un termine buttato lì, a caso, senza alcuna consapevolezza di come funzionano i comuni, senza tenere in nessuna considerazione le dinamiche degli organi, senza nemmeno aver chiarito un minimo la competenza ad adottare il provvedimento.

E così, il “milleproroghe” è la sede per prorogare appunto al 31 marzo il termine per decidere. Con buona pace dei comuni che tutto il mese di gennaio si sono dati da fare allo stremo, per decidere ed esprimere la proprie decisioni in merito.

I continui stop and go, la fissazioni di termini irrealistici che poi sono prorogati, dimostra che si legifera e governa a vista, senza mai alcuna valutazione di impatto preventiva.

Per altro, le proroghe a termini scaduti sono qualcosa che sta ai confini tra le risate matte e lo sconforto delle lacrime, per la constatazione di come sia ridotta male la qualità della normazione.

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