Un navigatore per orientarsi nella riforma Accrual

Il MEF ha messo a disposizione delle amministrazioni coinvolte nella fase pilota della riforma 1.15 del PNRR un documento che collega il nuovo piano dei conti multidimensionale ai singoli standard contabili, consentendo di reperire con maggiore facilità i riferimenti necessari ad analizzare in modo puntuale le diverse voci di conto.  Si tratta di un prodotto…

Data

Il MEF ha messo a disposizione delle amministrazioni coinvolte nella fase pilota della riforma 1.15 del PNRR un documento che collega il nuovo piano dei conti multidimensionale ai singoli standard contabili, consentendo di reperire con maggiore facilità i riferimenti necessari ad analizzare in modo puntuale le diverse voci di conto. 

Si tratta di un prodotto certamente utile anche ai fini del corretto utilizzo del modello di raccordo fra il nuovo piano dei conti e i piani dei conti vigenti, creato per consentire l’elaborazione degli schemi di bilancio da trasmettere alla BDAP entro il 30 giugno prossimo. In particolare, individuando il corretto ITAS, sarà possibile operare in modo mirato le necessarie rettifiche ed integrazioni.  

Al riguardo, vale però la pena di ricordare che queste ultime sono previste, ma senza che sia definita in modo puntuale ma “misura” della loro obbligatorietà. I nuovi schemi hanno, come più volte chiarito dal MEF, un valore meramente sperimentale e per così dire formativo, rappresentando una sorta di esercizio per prepararsi all’applicazione della riforma, che sarà necessariamente graduale.

Da questo punto di vista, non ci sono tabelle di marcia prefissate, anche se è opportuno darsi una linea. Certamente è consigliabile evitare di delegare in toto la partita alle software houses e altrettanto certamente sarebbe un errore lasciare immacolata la colonna sul foglio 2 del modello, perché significherebbe come ammettere di aver fatto male il lavoro. Ma è altrettanto certo come nessuno si aspetti che già in questa fase glie enti recepiscano in toto gli ITAS. Come primo approccio, basterà identificare un set minimo e ragionato di interventi di rettifica/integrazione, demandando al futuro le ulteriori valutazioni.

Tornando al documento, esso rappresenta uno strumento di supporto per identificare correttamente l’ITAS riferibile a ciascuna fattispecie, al fine di garantire una corretta applicazione della nuova disciplina.  In particolare, il file consente di individuare, per ogni voce del piano dei conti, lo standard ITAS di riferimento nella fase di rilevazione iniziale del fatto di gestione, lo standard ITAS di riferimento nella fase di valutazione successiva, le eventuali note di chiarimento e lo standard ITAS rilevante ai fini della presentazione in bilancio.

Nel file Excel del piano dei conti le informazioni sono riportate nelle colonne dalla M alla P, come segue: i) colonna M: ITAS applicabile nella fase della rilevazione iniziale del fatto di gestione; ii) colonna N: ITAS applicabile nella fase della valutazione successiva del fatto di gestione; iii) colonna O: Note; iv) colonna P: ITAS applicabile alla presentazione in bilancio (popolata unicamente da ITAS 1, e unicamente per le voci del segmento A che compaiono negli schemi di bilancio). Per le voci di stato patrimoniale, l’ITAS applicabile nella fase di rilevazione iniziale contiene indicazioni su: i) la data di prima rilevazione dell’attività/passività o voce del patrimonio netto che è rilevato in corrispondenza di un fatto di gestione; ii) il valore attribuibile a quell’elemento patrimoniale, mentre  l’ITAS applicabile nella fase di valutazione successiva contiene indicazioni su: i) la data alla quale va verificato il valore contabile dell’attività/passività o della voce del patrimonio netto; ii) il maggior/minore valore attribuibile a quell’elemento patrimoniale e la collocazione della contropartita nel conto economico o nello stato patrimoniale.

Per le voci di conto economico: l’ITAS applicabile nella fase di rilevazione iniziale contiene indicazioni su: i) la data di rilevazione del provento/ricavo o costo/onere che è contabilizzato in corrispondenza della rilevazione iniziale di un elemento patrimoniale; ii) il valore attribuibile al provento/ricavo o costo/onere, mentre  l’ITAS applicabile nella fase di valutazione successiva contiene indicazioni su: i) la data di rilevazione del provento/ricavo o costo/onere che è contabilizzato in corrispondenza della verifica di valore dell’elemento patrimoniale; ii) il valore attribuibile al provento/ricavo o costo/onere. 

Leggi anche

Articoli correlati selezionati per te

  • Continua a calare il debito degli enti territoriali 

    La Ragioneria generale dello Stato, nell’ultimo aggiornamento dell’indagine statistica sui mutui di regioni, province autonome ed enti locali, ha rilevato una nuova diminuzione dello stock residuo, che al 1° gennaio 2026 era pari a 51,9 miliardi di euro a fronte dei 53,3 miliardi registrati dodici mesi prima. In calo anche lo stock dei prestiti obbligazionari,…

  • Continua a calare il debito degli enti territoriali 

    La Ragioneria generale dello Stato, nell’ultimo aggiornamento dell’indagine statistica sui mutui di regioni, province autonome ed enti locali, ha rilevato una nuova diminuzione dello stock residuo, che al 1° gennaio 2026 era pari a 51,9 miliardi di euro a fronte dei 53,3 miliardi registrati dodici mesi prima. In calo anche lo stock dei prestiti obbligazionari,…

  • Accrual, per i piccoli comuni una prospettiva gattopardesca

    L’art. 12 del D.L. 107/2026 prevede modalità semplificate di redazione dello stato patrimoniale per gli enti di piccole dimensioni che finora non hanno tenuto la contabilità civilistica, demandandone la definizione ad un decreto del MEF.  Tale indicazione sembra andare in continuità con il quadro attuale, nel quale, al di sotto dei 5.000 abitanti, non vi…