Nonostante l’Europa abbia ridotto significativamente il consumo di gas – circa 100 miliardi di metri cubi in meno rispetto al 2021 – ciò non è bastato a frenare il caro energia.
I prezzi restano elevati perché non è solo la domanda a determinarli: le dinamiche dei mercati globali, la geopolitica e l’approvvigionamento incidono fortemente, secondo quanto riportato da money.it.
L’Europa, meno dipendente dalla Russia, si è rivolta al GNL (gas naturale liquefatto), in particolare dagli Stati Uniti, accettando però prezzi più volatili e spesso più alti. Inoltre, la concorrenza asiatica – soprattutto da parte della Cina – rende difficile l’accesso a forniture stabili. A ciò si aggiungono le scarse scorte strategiche e un sistema energetico ancora vulnerabile a crisi improvvise.
In sintesi, il calo dei consumi non è sufficiente a garantire stabilità e convenienza. Per ottenere prezzi più contenuti, l’Europa dovrà investire in infrastrutture, diversificare le fonti e rafforzare le politiche energetiche comuni.
06/04/2025
