La Regione Emilia-Romagna ha elaborato una proposta di legge che stabilisce i criteri per individuare le zone adatte o meno alla realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili, come fotovoltaico ed eolico, come riportato da Il Resto del Carlino.
L’obiettivo è contribuire alla quota nazionale di 80 GW entro il 2030, producendo localmente 6,3 GW. Le aree considerate favorevoli includono edifici, parcheggi, zone dismesse e terreni prossimi ad autostrade o aree industriali, mentre quelle protette, i crinali e i siti storici vengono escluse.
Il provvedimento, tuttavia, ha subito una battuta d’arresto dopo una sentenza del TAR del Lazio, che ha richiesto regole più uniformi a livello nazionale. Nonostante ciò, la commissione regionale ha deciso di proseguire con consultazioni pubbliche.
Sull’Appennino, la linea è chiara: sviluppare solo impianti compatibili con il paesaggio e le esigenze ambientali. In pianura, invece, l’agrofotovoltaico sarà limitato per tutelare l’uso agricolo del suolo.
Per Valbonesi, le rinnovabili restano fondamentali per garantire autonomia e sostenibilità.
03/06/2025
