Il capitolo PNRR dedicato all’agrivoltaico, nato come opportunità per unire transizione ecologica e valorizzazione di aree agricole marginali, rischia di concludersi come un’occasione mancata.
L’idea iniziale era ambiziosa e valida, con un potenziale di 1,2 miliardi di euro di investimenti, ma l’eccessiva incertezza normativa, i tempi lunghi di autorizzazione e la complessità tecnica degli impianti utility scale hanno scoraggiato molte aziende, tra cui European Energy, stando a quanto evidenziato da Green Report.
La scadenza del 30 giugno 2026 si poteva rispettare solo in un contesto di piena efficienza, lontano dalla realtà italiana. Tempi imprevedibili per le connessioni alla rete e ritardi nella verifica di ottemperanza – come accaduto in Sicilia, con 9 mesi di attesa – hanno reso impraticabile l’adesione al bando. Sarebbe stato utile introdurre criteri oggettivi, come la fine dei lavori asseverata, per ridurre l’incertezza.
European Energy, insieme ad altri operatori, propone ora la creazione di un’associazione per rappresentare concretamente le esigenze del settore. Nonostante le criticità, l’azienda guarda avanti e rivede il progetto di Vizzini, che avrebbe potuto essere il parco agrivoltaico più avanzato d’Europa.
L’Italia, forte di un irraggiamento solare tra i più alti del continente, non può permettersi di rallentare sulla strada delle rinnovabili e degli obiettivi al 2030.
24/06/2025
