L’eventuale impiego di una nave rigassificatrice a servizio dello stabilimento siderurgico di Taranto dipenderà dalla configurazione produttiva che verrà adottata nei prossimi anni, stando a quanto riportato da Buonasera 24.
Acciaierie d’Italia, in amministrazione straordinaria, chiarisce che nel caso si opti per la riconversione a basse emissioni, sarà necessario garantire una fornitura stabile e abbondante di gas naturale.
Il piano industriale prevede l’inserimento di tre forni elettrici, quattro impianti per la riduzione diretta del minerale e altrettanti sistemi di cattura della CO₂. Tali impianti, sommati a quelli già attivi, genererebbero un fabbisogno annuo pari a 5,1 miliardi di metri cubi di gas, una soglia ben oltre i 2 miliardi erogabili dalla rete, secondo SNAM.
A supporto di queste valutazioni, il professor Carlo Mapelli, già consigliere d’amministrazione dell’azienda, ha stimato che solo per la produzione di preridotto sarebbero necessari 2,7 miliardi di metri cubi, cui se ne aggiungono oltre 2 per i forni elettrici.
Alla luce di questi numeri, l’ipotesi della rigassificazione emerge come soluzione per colmare il divario. L’azienda conferma apertura al confronto e piena trasparenza tecnica.
29/07/2025
