Dopo anni di stop, l’Italia torna a puntare su gas e petrolio, come riportato da Today.
Dopo l’estate sono state concesse oltre trenta nuove licenze per esplorazioni in Basilicata, Lombardia, Emilia-Romagna, Puglia, Campania e offshore tra Adriatico, Ionio e Canale di Sicilia. La ripartenza segue l’annullamento del Pitesai da parte del Tar Lazio, che aveva bloccato il settore.
L’obiettivo del governo è aumentare la produzione nazionale e rafforzare la sicurezza energetica. Shell, attiva nei giacimenti lucani di Val d’Agri e Tempa Rossa, dichiara di voler investire oltre i 500 milioni annui, ma chiede regole stabili.
Energean, invece, punta a triplicare la produzione con nuovi pozzi a Vega e Rospo e licenze nel Mar Ionio. Il governo valuta anche una “gas release”, ossia autorizzazioni rapide in cambio di metano a prezzo calmierato per le imprese energivore, misura complementare all’Energy Release 2.0 sulle rinnovabili.
Una svolta significativa, se si considera che nel 2016 Giorgia Meloni si opponeva all’estrazione nei mari italiani.
03/11/2025
