Alla vigilia del 31 dicembre 2025, l’Italia si trova ancora in ritardo sull’attuazione della Direttiva EPBD IV, nota come “Direttiva Case Green”, stando a quanto riportato da Rinnovabili.
Entro questa data, gli Stati membri avrebbero dovuto trasmettere alla Commissione europea la bozza del Piano Nazionale di Ristrutturazione degli Edifici, documento chiave per definire lo stato del patrimonio immobiliare e il percorso di efficientamento energetico fino al 2050. Per il nostro Paese, tuttavia, l’invio appare tutt’altro che certo.
Le criticità emergono già sul fronte degli incentivi. Dal 1° gennaio 2025 la direttiva vieta il sostegno pubblico alle caldaie alimentate da combustibili fossili. Sebbene l’Italia abbia rimosso le agevolazioni fiscali dirette, ha continuato a riconoscere contributi tramite il Conto Termico 2.0, scelta che ha portato all’avvio di una procedura di infrazione.
Il Piano nazionale dovrebbe indicare come raggiungere gli obiettivi europei: riduzione dei consumi medi degli edifici residenziali del 16% entro il 2030, del 20–22% entro il 2035 e completa decarbonizzazione entro il 2050. Dopo una fase di confronto con Bruxelles nel 2026, il documento definitivo dovrà guidare le politiche del settore.
Ulteriori incertezze riguardano il recepimento normativo entro maggio 2026, oggi assente anche dalla legge di delegazione europea. In questo quadro, l’unica fotografia aggiornata dello stock edilizio resta il rapporto ENEA pubblicato nel 2024, nato a supporto del PNIEC e dei nuovi obblighi EPBD.
30/12/2025
