Parco eolico offshore ENI: tra transizione verde e criticità ambientali – Elba Report

Dopo le forti tensioni generate dal rigassificatore di Piombino, il Gruppo Eni, tramite la controllata Eni Plenitude, propone un progetto che intende segnare una svolta verso la transizione energetica, come riportato da Elba Report.  Si tratta di un parco eolico offshore flottante senza precedenti nel Mediterraneo: 48 aerogeneratori installati in mare aperto, per una potenza…

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Dopo le forti tensioni generate dal rigassificatore di Piombino, il Gruppo Eni, tramite la controllata Eni Plenitude, propone un progetto che intende segnare una svolta verso la transizione energetica, come riportato da Elba Report


Si tratta di un parco eolico offshore flottante senza precedenti nel Mediterraneo: 48 aerogeneratori installati in mare aperto, per una potenza complessiva di 864 MW. L’iniziativa, presentata nel 2023 dalla società Atis Floating Wind, ha registrato un’accelerazione nell’autunno 2025 con l’avvio della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale presso il Ministero dell’Ambiente.


Il progetto interessa un’area marina molto vasta, collocata tra le isole di Gorgona e Capraia, a ridosso del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e all’interno del Santuario dei cetacei. 


Le turbine, collegate a sottostazioni flottanti e a cavi sottomarini, convoglieranno l’energia prodotta verso la costa di Rosignano Marittimo e poi alla rete nazionale gestita da Terna.


Pur riconoscendo l’importanza di incrementare le fonti rinnovabili, Italia Nostra solleva criticità rilevanti. Sul fronte marino, la localizzazione appare incompatibile con un’area di elevato pregio ambientale e naturalistico, attraversata da rotte commerciali e caratterizzata da potenziali ricadute transfrontaliere. Sul versante terrestre, invece, viene evidenziato come la Val di Cornia e la costa livornese abbiano già sopportato un’elevata concentrazione di impianti industriali e infrastrutture energetiche. 


L’assenza di una valutazione cumulativa degli impatti e della capacità di carico del territorio solleva un tema di equità ambientale, che dovrebbe essere attentamente considerato dagli enti competenti, anche nell’ipotesi di una profonda revisione del progetto.


30/01/2026

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