Il quadro della competitività energetica europea appare in progressivo deterioramento e sempre più distante dagli obiettivi di decarbonizzazione fissati per il 2030, come riportato da Ansa.
È quanto emerge dall’analisi realizzata da Enea per l’edizione 2025 dello European Public Investment Outlook, interamente dedicata alla transizione energetica.
Secondo lo studio, per rientrare oggi nella traiettoria corretta sarebbe necessario uno sforzo molto più intenso rispetto al passato: i consumi energetici dovrebbero ridursi di oltre il 3% all’anno e le emissioni di CO₂ del 7%, a fronte di target decisamente più contenuti stimati nel 2015. Allo stesso tempo, la quota di rinnovabili sui consumi finali dovrebbe crescere di circa tre punti percentuali annui, il doppio rispetto al ritmo ritenuto sufficiente dieci anni fa.
Il rapporto evidenzia inoltre come, nonostante gli interventi messi in campo, i prezzi dell’energia per famiglie e imprese restino elevati rispetto ai livelli pre-2022, mentre il saldo commerciale europeo nelle tecnologie a basse emissioni si è sensibilmente indebolito dal 2015.
Le politiche pubbliche, spiegano gli economisti Enea, si sono concentrate prevalentemente sul contenimento dei costi e sul sostegno alla domanda, piuttosto che su investimenti strutturali nelle tecnologie low-carbon, a differenza di quanto avvenuto in Cina e negli Stati Uniti.
Secondo i curatori del rapporto, diventa quindi centrale rafforzare l’intervento pubblico, ripensando la governance europea e superando i vincoli di bilancio che oggi limitano il sostegno ai settori strategici della transizione energetica.
05/02/2026
