Si accende il confronto politico dopo l’apertura della premier Giorgia Meloni all’eventuale invio di unità navali italiane nello Stretto di Hormuz, stando a quanto riportato da Ansa.
La presidente del Consiglio considera indispensabile una presenza marittima nell’area, anche per operazioni di sminamento, e ha rimesso la decisione al Parlamento. Al momento non emergono opposizioni nette, ma il quadro resta articolato, con diverse sfumature tra i partiti.
Nella maggioranza prevale un orientamento favorevole, seppur con differenti accenti comunicativi. Forza Italia e Noi Moderati sostengono apertamente l’iniziativa, sottolineando la necessità di garantire la sicurezza delle rotte commerciali globali. Raffaele Nevi ribadisce che non si tratta di un contesto bellico, mentre Maurizio Lupi insiste su una cornice internazionale a guida europea e sulla necessità che l’intervento avvenga solo dopo la fine delle ostilità. Più prudente la Lega, che mantiene un profilo silenzioso, lasciando intendere un consenso implicito.
Le divergenze più marcate emergono tra le opposizioni.
Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra pongono come condizione imprescindibile il coinvolgimento dell’ONU, prendendo le distanze da iniziative unilaterali. Anche nel Partito Democratico non c’è una linea univoca, sebbene alcune voci riformiste evidenzino l’importanza strategica dell’area. Le forze centriste, invece, si mostrano disponibili, purché l’intervento si inserisca in un quadro condiviso a livello europeo e internazionale.
17/04/2026
