In Italia negli ultimi dieci anni la capacità di copertura dei consumi elettrici da fonti rinnovabili è cresciuta del 7%, passando dal 33,9% del 2015 al 41,1% del 2025 e avvicinandosi al 43,8% delle fonti fossili, come rileva il nuovo report “Italia Rinnovabile” di Legambiente ripreso da ANSA.
Il contributo maggiore arriva dal fotovoltaico, seguito da idroelettrico, eolico e geotermia, ma la crescita resta troppo lenta e l’associazione chiede politiche energetiche più efficaci, capaci di sbloccare gli iter burocratici per centrare l’obiettivo 2030 e cominciare a guardare alla decarbonizzazione al 2040.
A fine marzo 2026 il Paese ha raggiunto appena il 33,2% del target rinnovabile 2030, mentre il governo, denuncia Legambiente, continua a foraggiare le fonti fossili dimenticando i 2,4 milioni di famiglie in povertà energetica. Sulla bolletta elettrica italiana, arrivata a 130,5 euro/MWh contro i 42,5 della Spagna, il gas incide ancora per l’89% delle ore nella formazione del prezzo finale.
L’Italia si conferma comunque in prima linea sui sistemi di accumulo, con 918.971 impianti per 7.803 MW installati a marzo 2026, ed è terza in Europa per numero di occupati nel settore, con 228.900 addetti.
26/05/2026
