Bollette più leggere puntando su aste, rinnovabili, accumuli e autorizzazioni più rapide – Greenreport

Per ridurre in modo stabile i costi dell’energia non servono nuovi miliardi di debito ma occorre accelerare la transizione, come sostiene un editoriale di Greenreport firmato da Agostino Re Rebaudengo.  L’Italia importa dall’estero oltre il 70% dell’energia che consuma e la “flessibilità” ottenuta dall’Unione europea per fronteggiare la crisi dei fossili, pari a 14 miliardi…

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Per ridurre in modo stabile i costi dell’energia non servono nuovi miliardi di debito ma occorre accelerare la transizione, come sostiene un editoriale di Greenreport firmato da Agostino Re Rebaudengo. 


L’Italia importa dall’estero oltre il 70% dell’energia che consuma e la “flessibilità” ottenuta dall’Unione europea per fronteggiare la crisi dei fossili, pari a 14 miliardi tra il 2026 e il 2028, si tradurrà in un debito a carico dei cittadini. Sul nuovo meccanismo FER X l’autore lamenta oltre quattro anni persi: il decreto firmato dal governo il 18 giugno prevede solo 37,15 GW di nuova potenza, meno della metà di quanto necessario per raggiungere l’80% di rinnovabili nel mix al 2030. 


Critica inoltre lo spostamento di gran parte del fotovoltaico sul meccanismo sperimentale FER Z, non ancora collaudato né approvato da Bruxelles. Viene invece valorizzato il successo della prima asta MACSE sugli accumuli, con offerte oltre quattro volte il contingente e prezzi medi molto inferiori al tetto fissato da Terna. Per centrare l’obiettivo servirebbe installare 10 GW nel 2026 e poi 20 GW l’anno fino al 2030, mentre il primo trimestre dell’anno si è fermato a 1,6 GW. 


L’autore propone poche ma efficaci modifiche al Testo Unico FER, incluso il silenzio-assenso a novanta giorni per i procedimenti regionali.


26/06/2026

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