Il Pnrr fa trionfare la burocrazia dei controlli

In un recente e meraviglioso romanzo, Ferrovie del Messico, Gian Marco Griffi descrive in modo sublime la bizantina organizzazione del Terzo Reich nella sua fase declinante, dove una pratica amministrativa viene passata al microscopio da decine di uffici complicandosi un po’ di più ad ogni passaggio. Il PNRR sembra condividere il medesimo destino. Per rendersene…

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In un recente e meraviglioso romanzo, Ferrovie del Messico, Gian Marco Griffi descrive in modo sublime la bizantina organizzazione del Terzo Reich nella sua fase declinante, dove una pratica amministrativa viene passata al microscopio da decine di uffici complicandosi un po’ di più ad ogni passaggio.

Il PNRR sembra condividere il medesimo destino. Per rendersene conto è sufficiente leggere le recenti “Linee guida per gli adempimenti di monitoraggio, rendicontazione e controllo delle Misure a titolarità del Ministero dell’Interno”, che hanno ulteriormente rinfonzato l’impianto degli audit concomitanti sugli oltre 12 miliardi di investimenti afferenti al Piano nazionale di ripresa e resilienza che transitano per il Viminale.

Una cifra imponente, certo, ma dispersa in mille rivoli di  piccole e medie misure che coinvolgono migliaia di enti. Esse integrano e completano le più generali Linee guida approvate dal Mef con la circolare n. 30/2022.

Data la amplia platea di soggetti attuatori coinvolti si è reso necessario coinvolgere i presidi territoriali organizzati da Prefetture e Ragionerie territoriali.

I presìdi sono chiamati a svolgere verifiche formali sul 100% dei rendiconti presentati, mediante una check list di controllo. Dall’esito di tali verifiche possono derivare due diversi step successivi:

• se in esito alla verifica risulta che tutta la documentazione è presente, potrà scattare la seconda fase dei controlli formali. In questo caso, il Ministero dell’Interno provvederà ad effettuare i controlli di conformità ai fini dello sblocco del flusso finanziario in favore dell’Ente locale titolare;

• qualora, viceversa, si rilevi la mancanza di dati sul sistema, si attiva direttamente nei confronti del soggetto attuatore per ottenere l’inserimento dei dati necessari al proseguimento dell’iter di validazione e ammissione al finanziamento PNRR. Successivamente, il Ministero, attraverso le proprie strutture centrali e/o periferiche, procederà ad effettuare controlli specifici circa la sussistenza dei requisiti di ammissibilità PNRR su un campione statisticamente rappresentativo degli interventi, estratto sulla base di un’analisi dei rischi.

Ricapitolando, ogni euro del PNRR è soggetto ai seguenti controlli amministrativi:

•  controlli interni ordinari del soggetto attuatore;

• controlli formali di primo livello dell’amministrazione responsabile;

• controlli formali di secondo livello dell’amministrazione responsabile;

• controlli di merito  dell’amministrazione responsabile;

• controlli del Servizio centrale del PNRR;

• controllo concomitante della Corte dei conti;

• controllo della Commissione europea;

• controllo successivo della Corte dei conti;

• controlli dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode;

• controlli della Corte dei conti europea.

Niente male per un Paese che, nemmeno troppi anni fa, decise di cancellare i controlli dalla Costituzione. 

Non sarà facile spendere i soldi del PNRR nei tempi, ma possiamo stare certi che ogni euro speso sarà passato al microscopio. O no?

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