L’Associazione dei costruttori europei di automobili (Acea) ha lanciato un nuovo strumento interattivo per monitorare l’andamento della transizione verso la mobilità a zero emissioni, evidenziando un’accelerazione inferiore alle attese, stando a quanto riportato da Gea Agency.
Secondo la direttrice generale Sigrid de Vries, i produttori stanno facendo la loro parte con un’offerta ampia di veicoli elettrici, ma servono politiche più aderenti alla realtà.
Tra i dati principali, emerge che per raggiungere gli obiettivi al 2030 sarebbero necessari 8,8 milioni di punti di ricarica, ma oggi se ne contano solo 880.000.
La rete di ricarica pubblica, spesso più costosa dei carburanti tradizionali, rappresenta un ostacolo: in Italia, ad esempio, si registrano le tariffe più elevate d’Europa, con 0,69 €/kWh per le colonnine lente e 0,80 €/kWh per quelle veloci.
Questo spiega in parte la bassa penetrazione dell’elettrico nel nostro Paese (5%), contro il 20,75% del Regno Unito e il 18,18% della Francia. Sul fronte dei mezzi pesanti, la quota di mercato è ferma al 3,5%, lontana dall’obiettivo del 35%.
Mancano infrastrutture: servirebbero 35.000 colonnine pubbliche per camion e 2.000 stazioni a idrogeno entro il 2030.
13/05/2025
