L’evoluzione dell’intelligenza artificiale sta mettendo in luce un legame sempre più stretto con una risorsa primaria: l’acqua, stando a quanto riportato da Il Sole 24 Ore.
Apparentemente lontani, i due ambiti risultano oggi fortemente connessi, soprattutto osservando l’andamento dei mercati finanziari legati al settore idrico. Gli ETF dedicati ai servizi dell’acqua mostrano infatti performance elevate, con una crescita che negli ultimi anni ha seguito dinamiche simili a quelle dei titoli tecnologici, risentendo sempre più delle condizioni macroeconomiche.
Alla base di questa connessione ci sono i data center, infrastrutture fondamentali per il funzionamento del cloud e lo sviluppo dell’AI. Per mantenere operativi i server, questi impianti richiedono sistemi di raffreddamento che consumano grandi quantità d’acqua. In alcuni casi, un singolo centro può utilizzare volumi equivalenti al fabbisogno giornaliero di migliaia di famiglie. Le stime indicano che, entro il 2028, il consumo globale legato a queste strutture potrebbe crescere in modo esponenziale.
Questo aumento si inserisce in un quadro già critico: la domanda idrica mondiale è destinata a salire sensibilmente entro il 2050, mentre problemi come siccità, uso inefficiente e infrastrutture inadeguate limitano la disponibilità della risorsa. In tale contesto, la crescita dell’AI pone nuove sfide ambientali, rendendo urgente l’adozione di soluzioni sostenibili.
22/03/2026
