Matteo Barbero in questo portale ha affrontato la questione un po’ paradossale della restituzione dei finanziamenti finalizzati al sostegno delle indennità dei sindaci, per i comuni che avevano deciso di ridurle.
Sempre il Barbero dà conto, su Italia Oggi, della circostanza che i sindaci ora sono “in rivolta” a causa di questa situazione, innescata dal Ministero dell’interno.
Sicuramente, appare tutto molto kafkiano. Tuttavia, esiste una cosa che si chiama vincolo di destinazione. Se i sindaci ottengono contributi statali per finanziare l’incremento delle proprie indennità, ma poi autoriducono quelle indennità, non possono pretendere di non restituire le somme ottenute, che invece di essere spese per la loro destinazione, sono state spese ad altri fini. Magari nobilissimi, ma non è così che si gestisce.
In sostanza, la decisione (invero un po’ populista) di ridurre le indennità porta solo guai. Se gli amministratori intendono beneficiare la comunità con tutta o parte della propria indennità, debbono agire in altro modo: riscuoterla tutta, rispettando i vincoli di destinazione per non mettere in croce i bilanci e casomai fare poi una donazione all’ente
