Negli ultimi anni, l’Italia ha visto una crescita significativa nella produzione di energia da fonti rinnovabili, trainata soprattutto dagli incentivi per il fotovoltaico previsti dal Superbonus 110%. Spinta che sta perdendo slancio, difatti il Paese rischia di non rispettare gli impegni presi con l’UE.
Secondo un’analisi del Politecnico di Milano, la capacità di installare nuovi impianti potrebbe diminuire drasticamente nei prossimi anni: dalle punte massime raggiunte nel 2023, si prevede un crollo nel 2025 e 2026. Una flessione che porterebbe la capacità a soli 2 gigawatt, un valore ben lontano dai 6 necessari per rispettare i target fissati dall’Unione Europea, come riportato da Huffington Post.
A rallentare lo sviluppo delle energie rinnovabili è una serie di complesse normative che ostacolano la realizzazione dei progetti.
Nonostante l’approvazione di un decreto per semplificare i processi di autorizzazione ambientale, alcune tecnologie come l’eolico offshore sopra i 250 megawatt e il fotovoltaico galleggiante oltre i 50 megawatt non sono stati inclusi tra le priorità del governo.
Questa lacuna potrebbe ritardare ulteriormente gli obiettivi, scoraggiando gli investimenti nel settore, come indicato da Huffington Post.
Un altro aspetto cruciale per lo sviluppo dell’energia eolica offshore in Italia è l’adeguamento delle infrastrutture portuali. Il governo è chiamato a breve ad individuare i porti strategici – come Taranto, Brindisi e Augusta – che diventeranno hub per la gestione della logistica e l’assemblaggio degli impianti. Attualmente, sono stati approvati solo tre progetti eolici offshore, ma il potenziale è molto più grande, con 14 gigawatt di progetti in attesa di valutazione.
Nonostante le difficoltà sopra riportate, l’Italia ha il potenziale per diventare un leader nell’eolico offshore, un mercato in rapida crescita a livello globale. Riduzioni dei costi fino al 70% sono previste nel prossimo decennio, e l’industria italiana potrebbe trarre grandi vantaggi se messa in condizione di competere a livello internazionale, puntando a competere con le più grandi economie globali.
14/10/2024
