Data center, in Italia filiera da 200 miliardi entro il 2030 – Il Sole 24 Ore

La cosiddetta “Data Economy” italiana è destinata a crescere in modo esponenziale, come riportato da Il Sole 24 Ore.    Secondo un position paper realizzato da TEHA Group con A2A, il valore complessivo del settore potrebbe passare dai 60 miliardi attuali a oltre 200 miliardi entro il 2030, con un peso sul PIL che salirebbe…

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La cosiddetta “Data Economy” italiana è destinata a crescere in modo esponenziale, come riportato da Il Sole 24 Ore

 

Secondo un position paper realizzato da TEHA Group con A2A, il valore complessivo del settore potrebbe passare dai 60 miliardi attuali a oltre 200 miliardi entro il 2030, con un peso sul PIL che salirebbe dal 2,8 all’8 per cento. 

 

Nel 2035 la filiera potrebbe generare fino al 15 per cento della crescita economica, attivando oltre 150 mila posti di lavoro e recuperando calore di scarto sufficiente ad alimentare 800 mila abitazioni.

 

Il documento, presentato al Forum di Cernobbio, sottolinea come una pianificazione integrata sia fondamentale per trasformare i data center da impianti energivori a infrastrutture capaci di contribuire alla sostenibilità urbana. 

 

Entro il 2035 la potenza installata potrebbe oscillare tra 2,3 e 4,6 GW, con consumi elettrici compresi fra il 7 e il 13 per cento del fabbisogno nazionale. Milano e la Lombardia si candidano a diventare nuovi poli europei, in un contesto in cui i tradizionali hub come Francoforte, Londra o Dublino mostrano segni di saturazione.

 

Lo studio individua quattro leve chiave: riuso del calore, utilizzo di aree industriali dismesse, contratti di fornitura energetica a lungo termine e recupero dei RAEE. Una loro adozione coordinata permetterebbe di ridurre fino a 5,7 milioni di tonnellate di CO₂ l’anno, con benefici economici stimati in 1,7 miliardi.

 

04/09/2025

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