Collocare l’Italia al centro della mappa europea degli investimenti digitali e rafforzare il ruolo del settore nel sistema Paese, sono le due direttrici strategiche indicate dall’Italian Data Center Association (IDA), fondata a fine 2022 e oggi forte di oltre 200 membri, stando a quanto scrive l’Huffington Post.
Il presidente Sherif Rizkalla spiega che il primo risultato è stato dare rappresentanza unitaria a un comparto frammentato, diventando interlocutore stabile per governo ed enti territoriali.
Il 2025 ha segnato una svolta con l’introduzione di un codice ATECO dedicato e con l’avanzamento del testo unico ora all’esame della Camera. A ciò si aggiunge il protocollo con il Mimit, che offre agli investitori uno sportello unico e maggiore certezza sui tempi, superando disomogeneità burocratiche tra territori.
Per centrare l’obiettivo di 1,2 GW entro il 2028, IDA lavora su autorizzazioni, connessioni alla rete e formazione. Gli occupati potrebbero passare da 1.200 a 6.000 entro il 2029, ma servono nuove competenze tecniche e manageriali. Trasparenza sui consumi, efficienza energetica (PUE sotto 1,3 nei nuovi impianti), rinnovabili e recupero del calore sono leve chiave per una crescita sostenibile e competitiva.
10/02/2026
