Data center, rischio bolla immobiliare – Wired

In Italia cresce l’interesse per i data center, ma si moltiplicano anche i dubbi sul rischio che si trasformino in una bolla immobiliare, stando a quanto riportato da Wired.  Con circa 180 strutture attive, di cui 65 nell’area milanese, il Paese attira investitori attratti dalla posizione strategica nel Mediterraneo e dalla saturazione dei grandi hub…

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In Italia cresce l’interesse per i data center, ma si moltiplicano anche i dubbi sul rischio che si trasformino in una bolla immobiliare, stando a quanto riportato da Wired


Con circa 180 strutture attive, di cui 65 nell’area milanese, il Paese attira investitori attratti dalla posizione strategica nel Mediterraneo e dalla saturazione dei grandi hub europei come Francoforte e Londra. 


Tuttavia, la corsa ai data center sembra guidata più dalla speculazione immobiliare che da esigenze tecnologiche: fondi infrastrutturali, colossi del real estate e investitori medi puntano a riconvertire capannoni o terreni per rivenderli con forti margini. 


Ma secondo voci autorevoli come Michele Zunino (Consorzio Italia Cloud) e Maurizio Goretti (Namex), il modello attuale porta scarso impatto occupazionale e rischia di generare consumi elevati e progetti isolati, privi di connessioni o infrastrutture adeguate. 


Senza reti in fibra ottica e sottostazioni elettriche vicine, si rischia la proliferazione di “scatole vuote”. Intanto cresce anche l’opposizione sociale, con movimenti contro i nuovi insediamenti. Un recente report indica che la vicinanza a infrastrutture aumenta fino al 30% il valore dei terreni. 


Secondo Riccardo Serrini (Prelios), i data center sono tra gli asset più ambiti dagli investitori alternativi. Ma il fermento attuale richiede visione strategica per evitare derive speculative.


17/07/2025

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