Decennio digitale, l’Italia avanza ma resta il nodo dei fondi dopo il PNRR – Agenda Digitale

La quarta relazione della Commissione europea sullo stato del Decennio Digitale, pubblicata a metà giugno, certifica per l’Italia progressi superiori alla media UE in gran parte degli indicatori, ma resta aperta l’incognita del dopo PNRR, secondo Agenda Digitale.  Su 14 indicatori chiave il Paese mostra un avanzamento maggiore della media europea in 11, in alcuni…

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La quarta relazione della Commissione europea sullo stato del Decennio Digitale, pubblicata a metà giugno, certifica per l’Italia progressi superiori alla media UE in gran parte degli indicatori, ma resta aperta l’incognita del dopo PNRR, secondo Agenda Digitale. 


Su 14 indicatori chiave il Paese mostra un avanzamento maggiore della media europea in 11, in alcuni casi più che doppio: dalla copertura delle reti ad altissima capacità alla diffusione dell’intelligenza artificiale nelle imprese, fino alle competenze digitali di base. L’Italia parte inoltre da valori migliori della media UE nell’uso del cloud da parte delle imprese, nell’accesso alle cartelle cliniche elettroniche e nei servizi pubblici digitali per i cittadini. Restano però tre criticità: competenze ancora scarse, basso trasferimento tecnologico e divario digitale territoriale. 


Sulle competenze specializzate ICT l’Italia addirittura arretra, dal 4% al 3,8% degli occupati, lontana dall’obiettivo 2030 dell’8,4%, mentre l’uso individuale dell’IA generativa si ferma al 19,86% contro una media europea del 32,66%. Gli unicorni italiani salgono da 11 a 13, ma restano pochi rispetto ai 74 della Germania e ai 50 della Francia. Il quadro, rivendicato dal governo, dipenderà ora dalla capacità di sostenere gli investimenti una volta esaurita la spinta del Piano.


26/06/2026

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