Il decreto sicurezza consente agli enti locali di finanziare le assunzioni degli stagionali e gli straordinari per i corpi o uffici della polizia locale attraverso il Fondo per il potenziamento delle iniziative di sicurezza urbana (articolo 35-quater del d.l. 113/2018), l’imposta di soggiorno ed i proventi connessi alle sanzioni amministrative per violazioni alle norme del codice della strada.
In più, esenta le assunzioni degli stagionali vengono esentate dall’incredibile pluralità di tetti e vincoli che tarpa le ali alla programmazione e al potenziamento degli organici. Il decreto prevede che “la spesa per le assunzioni stagionali finanziate ai sensi dell’articolo 5-bis del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 non rileva ai fini del rispetto dei limiti di spesa di cui all’articolo 9, comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e di cui all’articolo 259, comma 6, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e non si computa ai fini della determinazione della capacità assunzionale ai sensi dell’articolo 33, comma 2, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58“.
Assistiamo, dunque, all’ennesima deroga a tetti di spesa ormai antistorici, risalenti molto nel tempo e causa chiarissima dell’asfissia che attanaglia la PA.
Non si capisce perchè non prendere atto della necessità di razionalizzare il sistema e lasciare agli enti l’autonomia di tenere in equilibrio le spese, eliminando per sempre le norme poste a rendere un percorso a ostacoli insormontabili le assunzioni, tanto a tempo indeterminato, quanto flessibili.
Quanto, poi, all’idea di finanziare le assunzioni stagionali e gli straordinari della polizia locale attraverso le sanzioni per violazioni alle norme del codice della strada, la dice lunga sul modo di vedere organizzazione e “produttività”. E’ una sorta di via libera ad un’amministrazione di natura vessatoria nei confronti del cittadino, per reperire fondi, invece di spingere verso un’organizzazione capace di garantire gli obiettivi di sicurezza.
E, come sempre, si pensa che le carenze strutturali, connesse all’incontestabile limitatezza degli organici anche della polizia locale, trovino rimedio nell’estendere gli straordinari, come se corpi o comunque uffici già soggetti a turni difficilmente sostenibili possano avere tempo ed energie per moltiplicare le ore.
Il tutto nasconde sempre la decisione di non potenziare davvero la PA. Si racconta sempre e solo delle assunzioni fatte, ma mai del loro saldo con le cessazioni, che di fatto azzera quasi i benefici delle riforme recenti, grazie alle quali il processo di reclutamento si è velocizzato. Ma, la tempestività maggiore nell’assumere non sarà mai tanto celere quanto la progressiva perdita di unità connesse alle cessazioni dal lavoro di una PA a maggioranza di personale anziano.
