Erogazione dei buoni pasto nuova materia di confronto coi sindacati: quale l’utilità?

Su NT+ del 17.11.2022, Consuelo Zigiotto nell’articolo “Contratto, arriva il buono pasto serale ma non raddoppia nella giornata” evidenzia alcune delle novità del contratto riferite al buono pasto, ricordando che l’istituzione del servizio mensa o dei buoni pasto sostitutivi diviene materia di confronto. Quale sia l’utilità di portare la decisione, totalmente unilaterale perchè connessa esclusivamente…

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Su NT+ del 17.11.2022, Consuelo Zigiotto nell’articolo “Contratto, arriva il buono pasto serale ma non raddoppia nella giornata” evidenzia alcune delle novità del contratto riferite al buono pasto, ricordando che l’istituzione del servizio mensa o dei buoni pasto sostitutivi diviene materia di confronto.

Quale sia l’utilità di portare la decisione, totalmente unilaterale perchè connessa esclusivamente a valutazioni organizzative, di sostituire il servizio mensa col buono pasto in sede di confronto è impossibile comprendere.

Si tratta solo di introdurre una complicazione procedurale, un decorso di una quarantina circa di giorni di tempo ed il rischio di trasformare il confronto su una decisione organizzativa, in una corrida su altri temi, in particolare quello della percezione del buono pasto in lavoro agile.

I sindacati sanno fare bene la loro parte e tendono a non lasciarsi imbrigliare troppo dalle maglie delle regole alla base delle relazioni sindacali. E’ facile prevedere che il confronto si trasformi in rivendicazioni negoziali su tematiche, appunto la percezione dei buoni in lavoro agile totalmente estranee alla materia.

Altrettanto noto è che le PA interpretano spesso assai male il ruolo datoriale: troppo forte la tentazione degli amministratori elettivi di ottenere consenso tramite i “buoni rapporti” coi sindacati, sì da creare poi cortocircuiti operativi con le delegazioni trattanti di parte pubblica.

Il confronto sul tema dei buoni pasto è semplicemente una miccia per far esplodere nuovamente un contenzioso sul tema dei buoni pasto in smart working. Tema che, per altro, a ben vedere poteva e doveva essere risolto proprio dalla contrattazione collettiva. Il Ccnl si diffonde su questioni che nemmeno dovrebbero rientrare nelle proprie competenze, vedasi la disciplina delle progressioni verticali, ma avrebbe potuto certamente dire una parola chiara e definitiva sulla possibilità di riconoscere i ticket anche ai lavoratori agili, o no.

Invece, crea una nuova relazione sindacale su un tema oggettivamente totalmente estraneo, mettendo le premesse per dare la stura ad equivoci e tensioni dei quali nessuno sente il bisogno.

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