Negli ultimi due anni, l’Europa ha affrontato inverni miti, che hanno permesso di contenere il consumo. Quest’anno, invece, l’arrivo anticipato del freddo, unito a condizioni meteorologiche avverse come cieli coperti e mancanza di vento, ha messo sotto pressione il sistema energetico.
La minore produzione da fonti rinnovabili ha portato a un consumo accelerato delle riserve di gas, con ritmi paragonabili a quelli del 2016 e superiori di quattro volte alla media dell’ultimo decennio, stando a quanto sottolineato da Il Sole 24 Ore.
Se il clima continuerà lungo questo trend, l’Europa potrebbe trovarsi in difficoltà nei prossimi mesi.
I prezzi del gas, già in aumento, hanno raggiunto quasi 50 euro per Megawattora al TTF, con un incremento del 45% nel 2024. Inoltre, si osserva una situazione anomala nei contratti future: il gas per l’estate prossima costa più di quello per l’inverno successivo, un fenomeno mai visto prima, che preoccupa gli analisti. Questo scenario rischia di complicare la ricostituzione degli stoccaggi, indispensabili per gestire i picchi di domanda invernale.
La situazione è aggravata dalla guerra in Ucraina, che ha ridotto la flessibilità e l’abbondanza delle forniture russe, ormai compromesse. A fine mese, Gazprom potrebbe perdere il contratto di transito in Ucraina, mentre le recenti sanzioni americane contro Gazprombank potrebbero bloccare del tutto le esportazioni di gas, anche attraverso la Turchia.
Nonostante i depositi europei siano ancora al 85,5% della capacità, il ritmo dei prelievi preoccupa: a novembre, i consumi sono stati tre volte superiori rispetto a un anno fa, sempre stando a quanto riportato da Il Sole 24 Ore.
Secondo gli esperti, per evitare una crisi, sarà necessario attirare più carichi di GNL, sottraendoli ai mercati asiatici, ma a un costo più elevato, con ripercussioni sui prezzi
globali. Sembra che in Europa si preavvisa un inverno difficile.
03/12/2024
