Fonti del dovere di rispettare i procedimenti amministrativi come indice di qualità e anticorruzione

L’Anac interviene per ricordare ai responsabili della prevenzione della corruzione e della trasparenza ed alle amministrazioni l’obbligo di controllare il rispetto dei tempi dei procedimenti amministrativi. L’occasione è data dal parere 1324/2025, col quale l’authority ricorda i doveri comunque incombenti sul rpct. Il ritardo nella conclusione dei procedimenti, specie quando sistematico, è rivelatore: Su questi…

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L’Anac interviene per ricordare ai responsabili della prevenzione della corruzione e della trasparenza ed alle amministrazioni l’obbligo di controllare il rispetto dei tempi dei procedimenti amministrativi.

L’occasione è data dal parere 1324/2025, col quale l’authority ricorda i doveri comunque incombenti sul rpct.

Il ritardo nella conclusione dei procedimenti, specie quando sistematico, è rivelatore:

  1. di una cattiva organizzazione, non in grado di rispettare i termini a causa di una serie di fattori: inadeguata dotazione organica, finanziaria, strumentale e di controllo, ma anche carente strutturazione informatica, limitate competenze e scarsa formazione;
  2. cosa più grave, di intenzionali comportamenti volti a ritardare appositamente gli interventi, per sollecitare, anche solo indirettamente, i destinatari dei provvedimenti ad erogazioni in denaro o altra utilità ai funzionari, dando vita ad un vero e proprio sistema corruttivo.

Su questi due punti esiste una letteratura amplissima ed è per questa ragione che il rispetto dei tempi dei procedimenti ha un valore particolarissimo per il sistema anticorruzione:

  • ai sensi dell’articolo 2, comma 9, della legge 241/1990 “La mancata o tardiva emanazione del provvedimento nei termini costituisce elemento di valutazione della performance individuale, nonché di responsabilità disciplinare e amministrativo-contabile del dirigente e del funzionario inadempiente”;
  • il successivo articolo 2-bis, al comma 1, dispone: “Le pubbliche amministrazioni e i soggetti di cui all’articolo 1, comma 1-ter, sono tenuti al risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell’inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento”;
  • l’articolo 1, comma 9, lettera d), della legge 190/2012 dispone che “Il piano di cui al comma 5 risponde alle seguenti esigenze: […] definire le modalità di monitoraggio del rispetto dei termini, previsti dalla legge o dai regolamenti, per la conclusione dei procedimenti”;
  • il successivo comma 28 dispone: “Le amministrazioni provvedono altresì al monitoraggio periodico del rispetto dei tempi procedimentali attraverso la tempestiva eliminazione delle anomalie. I risultati del monitoraggio sono consultabili nel sito web istituzionale di ciascuna amministrazione”;
  • l’articolo 11, comma 1, del dPR 32/2013 prevede: “Fermo restando il rispetto dei termini del procedimento amministrativo, il dipendente, salvo giustificato motivo, non ritarda né adotta comportamenti tali da far ricadere su altri dipendenti il compimento di attività o l’adozione di decisioni di propria spettanza”;
  • l’articolo 8, comma 1, lettera d), del d.lgs 150/2009 dispone: “Il Sistema di misurazione e valutazione della performance organizzativa concerne: […]
  • f) l’efficienza nell’impiego delle risorse, con particolare riferimento al contenimento ed alla riduzione dei costi, nonché all’ottimizzazione dei tempi dei procedimenti amministrativi”.

Come si nota, esiste un apparato normativo molto ampio e profondo che attribuisce al rispetto e anche all’ottimizzazione dei tempi dei procedimenti una rilevanza fondamentale, sì da determinare la responsabilità dirigenziale, disciplinare, civile, penale ed erariale nei confronti dei dirigenti e dei dipendenti che sono causa dei ritardi.

Il monitoraggio dei tempi, oltre ad essere un dovere posto a corollario dell’esigenza di controllarli anche per scongiurare le responsabilità connesse, dovrebbe costituire uno dei principali elementi di ogni sistema di valutazione degli obiettivi. Per altro, le amministrazioni lamentano sempre il problema della specifica individuazione di obiettivi effettivamente ponderabili e valutabili, dimenticando che proprio la posizione di obiettivi connessi a tempistiche, loro ottimizzazione e comunque rispetto come standard generale per i cittadini è un obiettivo non solo corrispondente alle indicazioni normative, ma di semplice e facile impianto e controllo.

Nel campo degli appalti, il rispetto dei tempi dei procedimenti è divenuto uno standard fondamentale, ma lo stesso si può dire per l’esproprio, per le attività edilizie, per tutta l’attività tributaria.

E’, dunque, estremamente difficile comprendere perchè tantissime amministrazioni diano un rilievo praticamente nullo all’obbligo di rispettare i tempi e monitonarli, anche, ma non solo, attraverso l’operato del responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza.

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