Gare digitali: i Comuni al primo posto nel primo trimestre 2024. Eppure sono gli unici sanzionati

I Comuni italiani si confermano le Stazioni Appaltanti più efficienti sul fronte degli appalti digitali. L’osservatorio OICE sul primo trimestre 2024 mette in evidenza che le Stazioni Appaltanti più attive nel periodo con 333 gare pubblicate per servizi di ingegneria e architettura, sono proprio gli Enti locali. Un trend in linea con quello relativo alla…

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I Comuni italiani si confermano le Stazioni Appaltanti più efficienti sul fronte degli appalti digitali. L’osservatorio OICE sul primo trimestre 2024 mette in evidenza che le Stazioni Appaltanti più attive nel periodo con 333 gare pubblicate per servizi di ingegneria e architettura, sono proprio gli Enti locali. Un trend in linea con quello relativo alla metodologia BIM dello scorso anno come rilevato anche nel Report sulla digitalizzazione e sulle gare BIM 2023.

Nel mese di marzo, in particolare, i Comuni italiani con 142 gare pubblicate sono pressoché stabili, seguiti dalle Concessionarie (53 gare). Al terzo posto di questa particolare classifica le Regioni con 35 gare pubblicate. Nel trimestre al primo posto nella graduatoria per valore degli appalti, sono le Concessionarie e privati sovvenzionati con 69,8 milioni, ma -39,2% rispetto a marzo 2023, seguiti da Regioni (40,6 milioni, +721,0%) e dai Comuni (31,4 milioni, con un aumento del 2,0%).

«Questi dati sono la conferma che il problema degli appalti digitali non sono di certo i Comuni – afferma Francesco Pinto, segretario generale di Asmel. Eppure l’ANAC si preoccupa di sanzionare loro anziché preoccuparsi di rendere efficiente l’intero sistema della digitalizzazione. I Comuni stanno dimostrando di essere pronti alle sfide dell’innovazione e della trasparenza. Anche i dati dimostrano che i problemi nei ritardi sono da ricercare altrove».

Di certo non favoriscono la modernizzazione del settore in questi primi mesi del 2024 né i disservizi gestionali palesati da ANAC (su cui ricade l’onere di attuazione del nuovo sistema digitale) né le continue deroghe e proroghe agli adempimenti digitali introdotte per coprire proprio questi disservizi.

Per questo l’Associazione Asmel ha chiamato in causa l’Autorità in una lettera aperta indirizzata pochi giorni fa proprio al Presidente Busia e sottoscritta da oltre 700 Sindaci. E subito dopo ha deciso di inviare un esposto anche al difensore civico per il digitale. (a.d.a.)

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