Secondo Stefano Besseghini, presidente di Arera, la soluzione per ridurre i costi dell’energia risiede nello sviluppo delle fonti a basse emissioni di carbonio. Tuttavia, questa scelta richiederà investimenti significativi in impianti e infrastrutture per rendere il sistema più efficiente e resiliente. Il vantaggio, però, sarà duplice: maggiore stabilità dei prezzi e riduzione della dipendenza dall’estero.
L’adozione di energia eolica e fotovoltaica, oltre a contribuire alla lotta contro i cambiamenti climatici, rappresenta un’opportunità di autonomia economica. Sole e vento sono risorse gratuite e locali, a differenza di gas, petrolio o uranio.
Ciò richiede però una rete elettrica moderna, in grado di immagazzinare e distribuire l’energia in eccesso. Le critiche, spesso rivolte all’affidabilità di queste fonti, sembrano più orientate a mantenere l’attuale status quo che a proporre soluzioni lungimiranti.
A differenza dell’Italia, altri Paesi stanno facendo passi da gigante. Nel Regno Unito, il 58% dell’elettricità proviene già da fonti a basse emissioni; la Germania ha dimezzato le emissioni di CO₂ in dieci anni e la Spagna produce circa metà della sua energia con fonti rinnovabili, stando a quanto riportato da La Repubblica.
Se l’Italia non investirà con decisione, rischierà di restare indietro, soprattutto alla luce dell’impennata del prezzo del gas naturale, aggravata dall’interruzione del transito attraverso l’Ucraina.
03/01/2024
