L’energia idroelettrica, pur essendo stata a lungo la principale fonte rinnovabile in Italia, oggi appare quasi dimenticata di fronte al dibattito pubblico che si concentra soprattutto su fotovoltaico ed eolico, stando a quanto riportato da Eco di Bergamo.
In realtà, resta un pilastro del mix energetico nazionale: nel primo semestre del 2025 ha coperto il 16,6% della produzione elettrica, una quota molto vicina a quella del solare (16,9%) e superiore a quella di altre fonti verdi. La sua forza risiede nella continuità: a differenza del fotovoltaico, non dipende dall’alternanza giorno/notte e può garantire energia stabile.
In Italia sono attivi circa 4.900 impianti idroelettrici, distribuiti soprattutto nelle aree montane del Nord. La provincia di Bergamo da sola ne conta 187, che contribuiscono in modo significativo al fabbisogno locale. Questa tecnologia, ormai matura, ha garantito per decenni una produzione costante ed è stata fondamentale nello sviluppo industriale del Paese.
Oggi, però, il settore si trova di fronte a nuove sfide. L’impatto del cambiamento climatico riduce la disponibilità idrica: la fusione accelerata dei ghiacciai, la minore copertura nevosa e la crescente variabilità delle precipitazioni rendono più difficile la gestione dei bacini. Ciò mette a rischio la capacità produttiva futura, proprio mentre l’Italia e l’Europa puntano a rafforzare le rinnovabili per centrare gli obiettivi climatici.
L’idroelettrico, quindi, non va trascurato: rappresenta ancora una risorsa strategica, da integrare con le nuove tecnologie verdi, affinché la transizione energetica sia davvero equilibrata e sicura.
14/08/2025
