Il punto – La crisi di governo ferma la riforma del Tuel? Non è un male.

Le province hanno espresso il proprio malumore per la crisi di Governo, che – come ricorda il Sole 24 Ore del 15 luglio 2022 – produce l’effetto di bloccare l’iter del disegno di legge di riforma degli enti locali. Infatti, la riforma non è stata portata nella seduta prevista del Consiglio dei ministri.

In un Paese nel quale ci si lamenta continuamente delle riforme che si aspettano da 30 anni, e contestualmente le riforme sono letteralmente alluvionali e realizzate non badando mai alla qualità, ma al semplice fatto che siano realizzate e rispondano ad un sentire percepito da media e sondaggi, che la riforma del Tuel si fermi non è affatto un male.

Si tratta, infatti, di una riforma abborracciata e frettolosa, spinta dall’urgenza di tentare di creare un mini scudo alla responsabilità dei sindaci e di offrire loro la possibilità di un terzo mandato, disorganica e confusionaria, per nulla in grado di risolvere i nodi della gravissima situazione dei segretari comunali.

Le province, come detto, non sono contente, perchè il testo proposto contiene correttivi ai disastri della legge Delrio. Ma, anche quei correttivi sono approssimativi e lasciano in parte ancora scorie della riforma del 2014.

Meglio, allora, che il treno si fermi. Nella speranza che se e quando si rimetterà mano ad un riordino del Tuel lo si faccia sulla base dell’operato di gente competente, capace di non farsi trascinare dagli slogan e di correggere le storture evidenti.

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