Italia, danni climatici divorano 3% del pil – QE

Negli ultimi dieci anni l’Italia ha subito danni climatici per un totale di €68,1 miliardi (cifra pari al 3% del PIL) di euro, con una spesa annua mediamente pari a €6,8 miliardi.    Questo dato, secondo l’Agenzia europea dell’ambiente (Eea), ci posizione solo dietro la Germania in Europa, con i tedeschi che nello stesso periodo…

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Negli ultimi dieci anni l’Italia ha subito danni climatici per un totale di €68,1 miliardi (cifra pari al 3% del PIL) di euro, con una spesa annua mediamente pari a €6,8 miliardi. 

 

Questo dato, secondo l’Agenzia europea dell’ambiente (Eea), ci posizione solo dietro la Germania in Europa, con i tedeschi che nello stesso periodo hanno accumulato perdite per 87,7 miliardi. 

 

 

L’impatto per ogni abitante è stato pari a €1.141, il 70,8% in più rispetto alla media europea di €668. Come italiani rappresentiamo circa il 13,4% della popolazione dell’UE, ma abbiamo assorbito il 22,9% dei danni totali. Solo Slovenia e Belgio registrano costi pro capite maggiori, come riportato da QE.

 

 

I recenti disastri climatici, come l’alluvione in Sicilia e il dramma di Valencia, hanno riportato l’attenzione sugli effetti devastanti del cambiamento climatico, aggravati nel nostro paese da una manutenzione carente e dalla riduzione degli investimenti in infrastrutture. 

 

 

Tra il 2010 e il 2020, le risorse pubbliche destinate a opere di tutela sono diminuite in rapporto al PIL, ed hanno poi iniziato una crescita solo grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Questo piano sta però contribuendo positivamente al tessuto italiano degli enti locali, infatti nel 2024 i Comuni hanno aumentato gli investimenti del 31,9%, consolidando il trend positivo del 2023, sempre come evidenziato da QE.

 

 

Dal 2025 entrerà in vigore un nuovo obbligo di assicurazione per le imprese contro danni da eventi catastrofici, previsto dalla legge di bilancio 2024. Questo strumento, se ben implementato, potrebbe rappresentare un passo avanti nella gestione del rischio e nella protezione del tessuto economico nazionale, in un mondo che vede crescere il numero di eventi catastrofici di anno in anno.

 

 

19/11/2024

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