La nuova rotta energetica dell’Italia passa sempre più dall’Algeria, scelta strategica rafforzata dalle recenti tensioni nello Stretto di Hormuz, che hanno evidenziato la vulnerabilità delle rotte marittime, come riportato da Il Fatto Quotidiano.
In questo contesto, il governo guidato da Giorgia Meloni ha consolidato il rapporto con Algeri, considerandolo un pilastro per la sicurezza energetica nazionale e centrale nel Piano Mattei.
La visita istituzionale del 25 marzo 2026 ha confermato il peso crescente dell’Algeria, oggi primo partner commerciale italiano in Africa, con una quota che copre fino al 40% del fabbisogno di gas e scambi pari a 12,9 miliardi di euro nel 2025. Un ruolo reso possibile soprattutto dal gasdotto Transmed, che collega i giacimenti algerini alla Sicilia passando per la Tunisia, garantendo forniture stabili e meno costose rispetto al gas naturale liquefatto. In questo quadro si inseriscono anche gli accordi tra Eni e Sonatrach, che rafforzano la cooperazione bilaterale e la gestione delle infrastrutture strategiche.
Questo assetto ha permesso all’Italia di ridurre rapidamente la dipendenza dalla Russia, ma ha anche spostato il baricentro verso un unico interlocutore. Se da un lato il collegamento diretto via tubo offre maggiore continuità rispetto alle rotte navali, dall’altro espone il Paese a nuove forme di dipendenza.
L’Algeria, infatti, non è solo un fornitore energetico, ma un attore politico con un sistema istituzionale poco aperto. Puntare su questo partner significa accettare una relazione che privilegia sicurezza e stabilità rispetto ad altri valori, in un equilibrio delicato tra esigenze immediate e implicazioni di lungo periodo.
26/03/2026
