Negli ultimi cinque anni, soltanto il 14,7% degli italiani ha visto migliorare l’efficienza energetica delle proprie abitazioni, secondo il rapporto Eurostat, un dato che colloca l’Italia tra gli ultimi posti nella classifica europea.
Questa percentuale è di gran lunga minore rispetto alla media europea del 25,5%, con Paesi come Olanda, Estonia e Lettonia in testa, rispettivamente con il 58,7%, 46,7% e 36,7%. Al contrario, Malta è ultima, con l’8,4%, seguita da Grecia, Spagna e Cipro, mentre l’Italia si trova leggermente al di sopra di questi paesi, come sottolineato da QE.
Eurostat ha inoltre analizzato la condizione dei cittadini a rischio di povertà energetica, ossia che non sono in grado di acquistare un paniere minimo di servizi energetici. L’agenzia ha rilevato che a livello europeo solo il 17,8% di questi è riuscito ad incrementare l’efficienza energetica delle proprie abitazioni, rispetto al 27,5% dei cittadini non a rischio.
In Italia, questa discrepanza è ancora più evidente: solo il 6,9% dei cittadini in povertà energetica ha beneficiato di miglioramenti (un dato peggiore è stato registrato solo da Cipro e Malta), mentre per il resto della popolazione italiana il tasso di miglioramento è del 16,9%, come riportato da QE.
I dati mostrano una tendenza interessante riguardo alle zone in cui questi miglioramenti sono stati realizzati: a livello europeo, le zone extraurbane hanno avuto i maggiori incrementi, con una media del 29,4%, contro il 22,9% delle città e il 25,4% dei comuni più piccoli. Tuttavia, in Italia la situazione è in controtendenza, con miglioramenti concentrati principalmente nelle zone densamente popolate con il 15,7%, rispetto alle aree rurali (14,7%) e ai piccoli centri (13,9%), come indicato da QE.
30/09/2024
