L’Italia sta vivendo una trasformazione profonda della propria infrastruttura digitale, spinta dall’arrivo massiccio dei grandi operatori del cloud, stando a quanto riportato da l’indipendente.
Il Ministero dell’Ambiente ha già autorizzato quattordici nuovi data center – per un valore superiore ai 2,5 miliardi – e altri dieci sono in fase di valutazione. Il baricentro di questa espansione si concentra soprattutto in Lombardia, che si sta affermando come fulcro della rete dati nazionale ed europea.
Tra Milano, il suo hinterland e l’asse Pavia-Bergamo sorgono infatti i principali siti individuati: da Settimo Milanese a Noviglio, fino a Segrate, Siziano e Bornasco.
Microsoft guida la corsa con diversi poli, tra cui il grande impianto di Bornasco e il progetto MIL03 a Settimo Milanese, parte della futura cloud region italiana.
Accanto al gruppo di Redmond si muovono Data4, che amplia il campus di Vittuone con un investimento da 1,3 miliardi, AWS con due strutture tra Rho e Pero, ed Equinix, impegnata a creare un vero distretto interconnesso con i progetti ML5–ML10.
Si aggiungono Stack/Supernap a Siziano, CyrusOne nell’area ex CISE di Segrate e Aruba, unico player presente fuori Lombardia, con l’espansione del Tecnopolo Tiburtino.
Questa crescita, alimentata da cloud, AI e servizi energivori, apre opportunità industriali ma solleva anche criticità ambientali e interrogativi sulla sovranità tecnologica, dato il ruolo dominante dei gruppi stranieri.
15/11/2025
