La farsesca tragedia della riforma delle province: il Friuli fa un passo indietro

Nella stolta e sciagurata corsa per dimostrare di essere “alla moda” riformando le province, il Friuli si accodò, approvando la legge regionale che abbandonava le province, costituendo un sistema di Unioni Territoriali Intercomunali: nè comuni associati, nè unioni di comuni, nè province. Un sistema Frankenstein, totalmente inefficiente ed assurdo. Adesso, a distanza di quasi 10…

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Nella stolta e sciagurata corsa per dimostrare di essere “alla moda” riformando le province, il Friuli si accodò, approvando la legge regionale che abbandonava le province, costituendo un sistema di Unioni Territoriali Intercomunali: nè comuni associati, nè unioni di comuni, nè province. Un sistema Frankenstein, totalmente inefficiente ed assurdo.

Adesso, a distanza di quasi 10 anni dalla follia riformatrice, il Friuli compie un passo indietro e ripristina le province.

Come sempre, tuttavia, gli autori di simili fallimenti ordinamentali, istituzionali, economici e sociali, invece di essere messi all’indice e fatti accomodare fuori dalle istituzioni, a causa dell’evidente responsabilità connessa a idee e norme talmente sciagurate, restano dove sono.

Nessuno pagherà mai dazio, tanto a livello regionale che a livello nazionale, per quella sciagura che si è dimostrata la riforma province, che ha comportato solo inefficienze e costi, anche sociali (si pensi ai danni al sistema scolastico, dei trasporti provinciali, dei servizi alla persona per i disabili nelle scuole superiori).

Nessuno ha evidenziato con la necessaria forza lo sfregio alle istituzioni consistente nell’anticipazione con leggi ordinarie dell’attuazione di una riforma costituzionale per altro, poi, mai entrata in vigore: un’analfabetismo normativo, giuridico e politico senza precedenti, i cui autori sono ancora nelle camere e nei parlamenti a sdottoreggiare.

Il tutto resta una pagina inspiegabile quanto oscura, a dimostrare che se si legifera prendendo a riferimento libelli di giornalisti in cerca di riflettori e preconcetti, si crea solo danno, si trasforma la funzione normativa ordinamentale in farsa, come ha colto al volto Luca Medici in arte Checco Zalone, sebbene questo modo di agire sia qualificabile solo come tragedia.

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