All’ombra del castello più elevato d’Europa, cento residenti dimostrano che anche le comunità più piccole possono sognare in grande
CALASCIO, L’Aquila — La strada di montagna che sale verso Calascio si inerpica tra le nuvole prima di rivelare la sua destinazione: un grappolo di case di pietra aggrappate al fianco della montagna a 1.460 metri, coronato dalla sagoma drammatica di Rocca Calascio, una delle fortezze più alte d’Europa. Questo borgo medievale, che conta poco più di 100 abitanti, è sembrato congelato nel tempo per decenni – non nel senso romantico che attrae i turisti, ma nel modo malinconico dei luoghi che vengono lentamente dimenticati.
Oggi, tuttavia, sta accadendo qualcosa di straordinario in questo angolo del Parco Nazionale del Gran Sasso, dove una comunità più piccola di un isolato cittadino sta dimostrando che le dimensioni non limitano l’ambizione. Dove un tempo regnava il silenzio, i suoni della costruzione e del restauro echeggiano tra le mura antiche. Dove l’esodo sembrava inevitabile, le persone stanno scegliendo di rimanere – e persino di arrivare.
«Investire sui piccoli comuni, non è nostalgia, è costruire il futuro dalle fondamenta dell’Italia – spiega il sindaco Paolo Baldi – a Calascio stiamo affrontando lo spopolamento con un progetto concreto di rigenerazione integrata: dal restauro della Rocca all’innovazione culturale, trasformando il turista in fruitore, puntiamo a creare occupazione, attrattività residenziale e accesso alla conoscenza affinché questo borgo diventi un modello di sviluppo sostenibile»
Il catalizzatore di questa rinascita è arrivato nell’aprile 2022, quando Calascio è stato selezionato dalla Regione Abruzzo per il programma di rigenerazione culturale “Rocca Calascio – Luce d’Abruzzo,” finanziato dall’iniziativa NextGenerationEU dell’Unione Europea. Il progetto completo integra infrastrutture materiali con iniziative culturali, creando un ecosistema dove conservazione del patrimonio, educazione, innovazione e opportunità economiche convergono attraverso quella che chiamano l’Accademia della Rigenerazione.
Dalle leggende all’apprendimento
La trasformazione si basa su strati di storia che sembrano quasi mitici. Le leggende locali parlano del “Re Marrone” di Rocca Calascio che combatté contro il “Re delle Corone” della piana di San Marco in una contesa sanguinosa per il controllo dei pascoli. Un altro racconto descrive spiriti benevoli che abitano la fortezza, pronti a scatenare venti e nebbie per tenere lontani gli invasori o proteggere il villaggio dalle tempeste.
Queste storie, tramandate di generazione in generazione durante la festa del patrono San Nicola di Bari – celebrata singolarmente il 9 maggio anziché il tradizionale 6 dicembre – riflettono l’anima montana e la resilienza di Calascio. Nel mese di luglio si celebrano S.Antonio (20) e SS Annunziata (21), con messa, processione e fuochi d’artificio che uniscono la piccola comunità in tradizioni secolari.
L’architettura militare normanno-sveva della fortezza medievale, con le sue mura di pietra e torri cilindriche che si ergono drammaticamente dal fianco della montagna, è stata testimone di secoli di importanza strategica e patrimonio pastorale tipico dell’Appennino abruzzese.
Ma la rigenerazione di oggi riguarda la creazione di nuove storie. Il progetto include scuole specializzate che preservano conoscenze tradizionali: una Scuola di Tessitura Tradizionale che lavora con lana locale e fibre vegetali, una Scuola di Pastorizia che forma nuove generazioni nelle pratiche pastorali estensive, una Scuola di Musica che offre sia composizione di colonne sonore che formazione su strumenti tradizionali, e una Scuola di Gestione Turistica Sostenibile per piccoli comuni.
Sapori autentici, tradizioni antiche
La tradizione gastronomica rimane radicata nell’economia montana e pastorale. Il formaggio di pecora domina la tavola locale, con il protagonista “Grana d’Abruzzo” fatto da latte puro di pecora, prodotto artigianalmente e stagionato in grotta per il suo sapore intenso e la consistenza friabile. La cucina semplice ma autentica include zuppa di lenticchie spesso arricchita con pane fritto o erbe aromatiche di montagna, e piatti di agnello e pecora che riflettono un’economia pastorale che ha sostenuto il villaggio per secoli.
La rinascita include eventi accuratamente curati: il Festival della Pastorizia che celebra le pratiche montane tradizionali con degustazioni e dimostrazioni; il Calascio Film Festival che porta il cinema internazionale in montagna; l’Innovation Playground che esplora applicazioni creative della tecnologia; il Rigenera Festival incentrato su letteratura e teatro con temi di “Donne e Paesaggio”; e competizioni di Street Boulder che trasformano l’architettura in pietra del borgo in sfide naturali di arrampicata.
Infrastrutture per il futuro
La trasformazione di Calascio include il restauro dell’iconica fortezza, la creazione di un centro agro-pastorale che combina pratiche tradizionali e moderne, lo sviluppo di strutture sportive, spazi per eventi, il miglioramento di sentieri escursionistici e ciclabili, e un “museo non museo” esperienziale che utilizza realtà aumentata e video mapping.
Il progetto comprende ospitalità diffusa con edifici restaurati convertiti in hotel, ostelli e strutture di campeggio. Raggiungere questo borgo di montagna diventa parte dell’esperienza, attraverso percorsi panoramici che anticipano la bellezza del luogo.
Un laboratorio vivente
Ciò che emerge non è solo un villaggio medievale conservato, ma quello che i residenti chiamano “un laboratorio vivente di rinascita.” Calascio offre ai visitatori un luogo sospeso tra cielo e pietra, dove il tempo sembra fermato eppure si apre al futuro. È unico perché unisce storia millenaria con rinascita contemporanea, dove antichi edifici tornano a vivere come spazi di ospitalità, cultura e innovazione sostenibile.
“Calascio non è più solo un luogo da ammirare, ma un laboratorio vivente di rinascita dove tradizione e innovazione si incontrano,” spiega un coordinatore del progetto, in piedi sotto le mura della fortezza dove i lavori di restauro continuano quotidianamente.
Questa piccola comunità montana abruzzese di poco più di cento residenti sta dimostrando che con visione, finanziamenti e determinazione, anche i luoghi più remoti possono scrivere nuovi capitoli. In un’epoca in cui lo spopolamento rurale minaccia innumerevoli borghi italiani, la storia di Calascio suggerisce un futuro alternativo – uno dove il passato diventa non un fardello, ma una fondazione per la trasformazione.
Mentre il sole tramonta dietro le vette del Gran Sasso, gettando ombre lunghe sui vicoli di pietra del borgo, è impossibile non sentire che qui, a 1.460 metri di altitudine, sta nascendo qualcosa di speciale. Non solo la rinascita di un luogo, ma un nuovo modello di come i piccoli borghi italiani possano reinventarsi senza perdere la propria anima.
Risorse utili:
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- Prodotti tradizionali: https://www.parks.it/parco.nazionale.gran.sasso/dettaglio_azienda.php?id_aziende=12563
- Programmi educativi: https://www.fondazionelisio.org/it/didattica/istos-scuola-perfezionamento-calascio
- Scuola pastorizia: https://www.slowfood.it/scuolapastoriziacalascio/
- Scuola musica: https://borghi.cultura.gov.it/2025/10/al-via-la-scuola-di-perfezionamento-musicale-di-calascio/
- Gestione turistica: https://www.roccacalasciolucedabruzzo.it/aree/scuola-di-perfezionamento-di-calascio-nella-gestione-turistica-sostenibile/
- Dove mangiare: https://www.roccacalasciolucedabruzzo.it/aree/dove-mangiare/
- Dove dormire: https://www.roccacalasciolucedabruzzo.it/aree/dove-dormire/
- Come arrivare: https://www.roccacalasciolucedabruzzo.it/aree/come-arrivare-a-calascio/
https://www.calasciofilmfest.it/
https://www.instagram.com/p/DO0N477jcJ_/
https://www.roccacalasciolucedabruzzo.it/acitivities/rigenera-festival-biografie-dalta-quota/
- Prodotti tradizionali: https://www.parks.it/parco.nazionale.gran.sasso/dettaglio_azienda.php?id_aziende=12563
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- Per visite e itinerari personalizzati: https://www.tastefromabruzzo.com

Fortezza del castello del villaggio.
Crediti: Francesco Colantoni.
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