La tragedia di un Piao ridicolo: rinvio dei bilanci al 15 settembre, rinvio del piano al 15 ottobre…

La Conferenza Stato Città ha varato il rinvio al 15 settembre del termine di approvazione dei bilanci di previsione di comuni ed enti locali.

Si tratta dell’ennesimo, certamente non imprevedibile, slittamento del termine, l’ultimo dei quali fissato al 31 luglio, dovuto, secondo Anci e Upi che hanno pressato per il rinvio, a ritardi degli insediamenti dei nuovi consigli comunali a seguito delle elezioni e sgli straordinari eventi atmosferici che hanno colpito molti territori del Paese.

Di per sè, il continuo rinvio dei termini dei bilanci non sorprende: da anni va avanti così.

Quel che trasforma in farsa il tutto è la correlazione tra termine di approvazione dei bilanci e termine di approvazione del Piao, che, quindi, slitta al 15 ottobre. Un atto di programmazione operativa, dunque, finisce per poter essere approvato a gestione ormai conclusa. Del resto, nel 2022 il termine di approvazione fu il 29 dicembre…

Ancora una volta, ci si chiede se le vestali inorridite dalla possibilità (che poi è un dovere operativo e normativo) dell’approvazione di Piao provvisori e per stralci ritengano di restare a guardia del fuoco sacro del “piano unico e integrato”, che programma a metà ottobre, quando mancano 2 mesi e mezzo alla chiusura, le azioni gestionali e operative dell’anno…

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