L’adempimento burocratico del questionario Piao

Campeggia sui giornali, in merito alla circolare 2/2022 della Funzione Pubblica, la “nota esplicativa” dell’Anci secondo la quale i comuni con un numero di dipendenti inferiore a 50 non sono tenuti a compilare il questionario previsto dall’atto emanato da Palazzo Vidoni. Come sempre, torna l’inspiegabile tendenza dei media a dare rilevanza alle “note esplicative” dell’Anci,…

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Campeggia sui giornali, in merito alla circolare 2/2022 della Funzione Pubblica, la “nota esplicativa” dell’Anci secondo la quale i comuni con un numero di dipendenti inferiore a 50 non sono tenuti a compilare il questionario previsto dall’atto emanato da Palazzo Vidoni.

Come sempre, torna l’inspiegabile tendenza dei media a dare rilevanza alle “note esplicative” dell’Anci, come si trattasse di atti capaci di incidere sull’ordinamento, alla stregua di circolari, pareri ed altri provvedimenti di autorità di governo, autorità indipendenti o organi giurisdizionali.

L’Anci altro non è che un’associazione di categoria. Come tale, le sue note altro non sono se non valutazioni di parte, ovviamente interessanti, autorevoli, ma ovviamente nulla più. Semplici elementi di confronto e valutazione, non aventi nessun valore giuridico vincolante.

Fatta questa dovuta precisazione, la nota esplicativa coglie certamente nel segno: i comuni con meno di 50 dipendenti (o fino a 50 dipendenti? Non lo si capisce) sono esentati dal redigere il Piao sotto molti aspetti. Non ha senso estendere a loro l’onere della compilazione del questionario.

L’Anci, tuttavia, non compie quel passo ulteriore che si reputerebbe necessario e cioè chiedersi:

  1. ma, che senso ha aver esentato i piccoli comuni dalla redazione del Piao, visto che il Piao è configurato e narrato come “semplificazione”? A doversi giovare delle semplificazioni, specie della programmazione, non dovrebbero essere per primi i comuni più piccoli e meno strutturati? O, forse, allora, il Piao non semplifica proprio nulla?;
  2. ma, quale vincolo hanno non solo i comuni, di qualsiasi dimensione, e le altre PA a compilare un questionario al quale sono “chiamati” da una circolare, che non poggia la previsione di questo adempimento su nessuna base normativa? La circolare 2/2022, da questo punto di vista, è obbligatoria? Dispone sanzioni? Nessuna.
  3. per quale ragione i comuni, che per le vicissitudini normative vedono come termine ultimo di adozione del Piao 2022 il 29 dicembre 2022, dovrebbero compilare un questionario riferito ad un termine di là da venire?
  4. soprattutto, qual è il senso dell’adozione di un atto di programmazione quando l’anno di riferimento è finito?

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