Il Ministero dell’Ambiente ha trasmesso al Governo il disegno di legge per l’introduzione di una nuova generazione di impianti nucleari in Italia, fissando un quadro normativo che punta alla decarbonizzazione attraverso tecnologie avanzate.
Sebbene non affronti nel dettaglio il tema delle scorie né la creazione di un deposito unico per i rifiuti radioattivi (78mila metri cubi a bassa e media intensità), il provvedimento mira a definire un programma nazionale entro il 2027. Stando a quanto riportato da Energia Italia, a legge delega richiede l’adozione di decreti legislativi nei prossimi 24 mesi, affidando la responsabilità al Ministero dell’Ambiente in collaborazione con altre istituzioni.
Il ritorno al nucleare è motivato dalla neutralità tecnologica: l’obiettivo è ridurre le emissioni, lasciando agli operatori la scelta delle soluzioni più efficienti. Inoltre, questa transizione punta a rafforzare l’indipendenza energetica del nostro Paese, riducendo la dipendenza da fonti fossili e fornitori esteri.
L’articolo 1 stabilisce le tempistiche e il processo per rendere operativo il piano, mentre l’articolo 2 definisce le aree di intervento, dalla ricerca e costruzione degli impianti alla formazione del personale e alla gestione dei rifiuti. È prevista la creazione di un’autorità indipendente per vigilare sulla sicurezza.
Tra i principi guida (articolo 3) emergono sostenibilità, competitività e coinvolgimento delle comunità locali. Infine, l’articolo 4 precisa che i costi del progetto saranno sostenuti da finanziamenti privati, evitando nuovi oneri per lo Stato. Il piano ambisce così a trasformare il nucleare in un elemento chiave per la transizione energetica italiana.
23/01/2025
