La Basilicata è, ormai da mesi, alle prese con una grave emergenza idrica che costringe oltre 140.000 persone in 29 comuni a vivere con pesanti restrizioni nell’erogazione dell’acqua. Per 12 ore i rubinetti sono all’asciutto, costringendo i cittadini a organizzarsi con largo anticipo per cucinare o lavarsi.
In particolare, l’acqua smette di sgorgare alle 18:30, riprendendo al mattino successivo. Solo nella giornata di sabato l’acqua scorre fino alle 23. I lavori per garantire una fornitura minima proseguono a rilento, alimentando tensioni e preoccupazioni, come riportato da Il Fatto Quotidiano.
Questa crisi ha reso necessaria una soluzione d’emergenza: prelevare acqua dal fiume Basento, nonostante presenti livelli di tensioattivi e fosfati superiori ai limiti di legge. L’Arpab ha classificato quest’acqua come A2, ossia potenzialmente potabile dopo aver ricevuto adeguati trattamenti. Intanto, è in corso la costruzione di un condotto permanente per trasferire l’acqua alla diga del Camastra ormai quasi esaurita.
Questi lavori devono essere completati entro il 20 novembre per evitare un peggioramento della crisi, pochi giorni fa risultavano però ancora al 54%, sempre stando a quanto sottolineato da Il Fatto Quotidiano.
Le difficoltà quotidiane hanno portato i cittadini in piazza a protestare ed a rivendicare il proprio diritto all’acqua, oltre a chiedere maggiore trasparenza nella gestione dell’emergenza. Crescono dunque le possibilità che la situazione diventi drammatica a breve, per oltre 140.000 persone che per il momento vivono con il fiato sospeso, cercando di adattarsi a una vita a secco.
In questi giorni sarà molta l’attesa per le piogge e per soluzioni alternative, come un possibile approvvigionamento dalla Val d’Agri.
16/11/2024
