Peg e Piao: acrobatiche ripartizioni delle materie della programmazione

Su NT+ dell’8.5.2023, nell’articolo “Nuovo Peg senza performance e personale“, Elena Brunetto e Patrizia Ruffini fanno una corretta ricognizione delle conseguenze della sommaria normativa di regolazione del Piao. Evidenziano che un Peg va comunque adottato (perchè, è bene ricordare, il Piao non ha abolito alcuna norma, ha previsto la disapplicazione di procedure connesse ai piani “riassorbiti”), ma con contenuti depotenziati, dovendo essere privo di obiettivi di dettaglio e indicatori, nonchè, in assenza della programmazione dei fabbisogni, perfino delle assegnazioni di risorse e personale. Un Peg, dunque, solo di facciata e sostanzialmente inutile.

La suddivisione della programmazione operativa tra Peg e Piao è una conseguenza folle dell’assurda introduzione del Piao.
I rinvii al bilancio di previsione, per altro, comportano l’altrettanto insensata diversa scansione temporale tra Peg, da approvare entro 20 giorni dall’adozione del bilancio di previsione, e Piao, che va invece approvato entro i successivi 30 giorni: termini, per altro, entrambi ordinatori.
Quindi, poichè Arconet si è sentita nella necessità di conciliare la permanenza del Peg nell’ordinamento locale con l’introduzione del sempre più controproducente Piao, per un lasso di tempo si avrà una programmazione gestionale priva della definizione degli obiettivi con connessi indicatori, limitata agli “obiettivi generali” (come se per questi non fosse sufficiente il Dup); poco dopo, subentrerà il Piao, completo degli obiettivi di dettaglio e della “performance”, e delle indicazioni gestionali operative. Che, per il 2023, scatteranno, dunque, se tutto va bene, al 30 giugno, cioè a metà della gestione. Quando ormai una programmazione di dettaglio non serve ovviamente a nulla.
Nel mezzo, stanno:
1. l’amplissima violazione dell’articolo 5, comma 1-ter, del d.lgs 150/2009, che impone alle amministrazioni locali di adottare comunque un “Peg”, ma non chiamiamolo più così, meglio affermare un Piao provvisorio, contenente proprio obiettivi, indicatori, dettaglio gestionale, per la semplicissima ragione che la programmazione operativa non può saltare fuori come un fungo a metà anno;
2. le parecchio criticabili interpretazioni, però con molto seguito, secondo le quali un Piao per aggiornamenti successivi e da redigere in via provvisoria, non sarebbe possibile, interpretazioni che poggiano sull’assunto, semplicemente assurdo, che un ente possa e abbia anzi il diritto di restare senza programmazione per mesi.
Tutto questo dovrebbe convincere solo di una certezza: quanto meno per le amministrazioni locali, il Piao dovrebbe essere cancellato e destinato alla damnatio memoriae. Ovviamente, non avverrà mai.

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