Piao: alcuni quesiti sull’operatività

COME SI GESTISCE IL PIAO NEGLI ENTI IN DISSESTO?
La normativa sul Piao non contiene alcuna particolare specificazione per la situazione di dissesto. Ciò significa che il Piao va in ogni caso adottato, compatibilmente con tutte le limitazioni derivanti dalla condizione dell’ente. Per esempio, le varie sezioni connesse ad attività e programmi che richiedano l’autorizzazione del Cosfel andranno condizionate a tale evento.
È POSSIBILE APPROVARE PIANO FABBISOGNI 2023/2025 E FAR PARTIRE PROCEDURE ASSUNZIONALI INDIPENDENTEMENTE DALL’APPROVAZIONE DEL PIAO
Occorre capire se prevarrà il formalismo o la sostanza. Le ipotesi sono le seguenti: l’ente abbia approvato il bilancio di previsione: non si vede perché non possa adottare il Piao entro i successivi 30 giorni. In tal caso il problema è già risolto. Per altro, sarebbe altamente consigliabile che gli enti approvassero comunque il bilancio senza attendere il 30 aprile, casomai effettuando tutte le variazioni necessarie; l’ente non abbia ancora approvato il bilancio di previsione. Le tesi sono tre: Poichè il Piao è una monolitica programmazione che tiene tutto insieme in modo coordinato, non sarebbe possibile adottare “porzioni”: tutto resta, quindi, totalmente bloccato finché non si adotti un Piao totalmente completo in ogni sua parte; poiché la gran parte delle sezioni e sotto sezioni del Piao non hanno correlazioni dirette con l’approvazione del bilancio e la programmazione è per sua natura un flusso fa aggiornare continuamente, la prevalenza della sostanza sulla forma consente di approvare un Piao per stralci, da aggiornare successivamente. L’unitarietà e coerenza non si colgono con l’approvazione in un blocco unico, bensì con un attento coordinamento dei contenuti, che va effettuato lungo tutto il flusso della formazione ed aggiornamento. Se così non fosse, se si desse prevalenza alla forma, allora non sarebbe mai possibile aggiornare sezioni autonome del Piao, cosa inimmaginabile; approvare un autonomo programma, al di fuori del Piao. Sul piano sostanziale andrebbe bene, ma il formalismo, poi, di enti preposti al controllo lo sconsiglia. Per approfondire: http://leautonomie.it/piao-entro-che-limiti-e-necessario-sia-preceduto-dal-bilancio-di-previsione/
LA SCADENZA DEL 31.1.2023, QUALE TERMINE PER L’APPROVAZIONE DEL PIAO, È DIFFERITA AL 30.4 PER LO SLITTAMENTO DEL TERMINE PER L’APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE INDIPENDENTEMENTE DALLA DATA IN CUI OGNI ENTE APPROVA IL BILANCIO?
IL NOSTRO COMUNE HA APPROVATO IL BILANCIO IL 30.12.2022, IL TERMINE PER L’APPROVAZIONE DEL PIAO DECORRE DA TALE DATA O DALLA DATA DI DIFFERIMENTO DEL TERMINE PER APPROVAZIONE DEL BILANCIO?
I 30 GG PER L’ADOZIONE PIAO DECORRONO DALL’APPROVAZIONE DEL BILANCIO DA PARTE DELL’ENTE O DAL TERMINE DI DIFFERIMENTO, OSSIA DAL 31.03.2023 (COME DA DECRETO PUBBLICATO IN G.U., N. 295 DEL 19.12.2022), PUR AVENDO L’ENTE APPROVATO IL BILANCIO A DICEMBRE?
La norma è scritta in modo ambiguo e può dare modo di intendere che i 30 giorni decorrano dal termine edittale (tesi che si lascia preferire sul piano strettamente esegetico), come anche dalla data di concreta approvazione del bilancio da parte del singolo ente. Ragioni di prudenza consigliano di propendere per questa seconda tesi restrittiva: del resto, approvato il bilancio non si ha ragione di ritenere osti nulla all’approvazione del Piao, purché si abbia presente che la sua elaborazione deve avvenire in parallelo, se non precedere, quella del bilancio. Esso ne è un presupposto solo logico-giuridico, ma i contenuti del Piao precedono di fatto il bilancio.
UN COMUNE CHE HA 35 DIPENDENTI A TEMPO INDETERMINATO HA L’OBBLIGO DI REDIGERE IL PIAO?
Sì: nelle sole parti previste per gli enti con meno di 50 dipendenti. Anche se, oggettivamente, vale la pena elaborare sempre un Piao completo.
IL VECCHIO PIANO ANTICORRUZIONE È INGLOBATO E QUINDI NON VA RIADOTTATO?
La possibilità di non aggiornare il ptpc, adesso la specifica sezione del Piao, è connessa non alla forma del suo contenuto (ptpc autonomo o sezione del Piao), ma al ricorrere delle circostanze consentite dall’Anac per fare a meno dell’aggiornamento.
È POSSIBILE AVERE INDICAZIONI OPERATIVE UTILI PER LA PREDISPOSIZIONE DELLA SEZ.VALORE PUBBLICO E LE DIFFERENZE E CORRELAZIONI CON LA SEZ. PERFORMANCE.
La sezione valore pubblico è nella sostanza quella che indica la strategia. Per gli enti locali è oggettivamente ultronea e poco utile: di fatto, il valore pubblico dell’azione dell’ente è segnato in particolare dal programma di governo e dal Dup. Dunque, si ritiene che la specifica sezione non possa che riportare gli obiettivi fondamentali dei due documenti indicati prima, magari specificando meglio le ricadute in termini di benefici previsti (e possibilmente misurabili) per la popolazione amministrata. La sezione performance corrisponde in tutto e per tutto al Peg/Pdo: riporta, quindi, il piano annuale operativo, che coerentemente con gli obiettivi generali del Dup e nel perseguire il valore pubblico enunciato, stabilisce gli obiettivi concreti della gestione dell’anno finanziario.
QUALI SONO I CONTENUTI DEL PEG DA APPROVARE ENTRO 20 GG DAL BILANCIO?
Il Peg non esiste più. E’ adesso la sezione performance del Piao. Si ricorda che un Peg solo finanziario è inutile e senza senso. Non si tratta di disaggregare i capitoli di bilancio, ma di definire i piani attraverso i quali conseguire i risultati e gli obiettivi connessi. Quindi il Peg deve specificare: quali attività intende misurare quali obiettivi e risultati intende conseguire quali compiti sono, conseguentemente, assegnati alle strutture ed ai dipendenti quali indicatori sono da utilizzare per le verifiche in corso d’opera e i controlli finali (tempi, costi, rapporti output/input, prodotti finali, quantità, qualità, etc). Non si tratta di uno strumento per misurare il carico di lavoro, ma di un metodo per evidenziare quali piani sono necessari per attuare i programmi strategici e quali risultati concreti sono previsti, sempre avendo presente che tali risultati debbono determinare un beneficio per la popolazione amministrata.
UN COMUNE DI PICCOLE DIMENSIONI – 10 DIPENDENTI – HA LE STESSE SCADENZE DEGLI ALTRI COMUNI PER L’ADOZIONE DEL PIAO? QUALI ADEMPIMENTI SONO OBBLIGATORI E QUALI INVECE POSSONO ESSERE POSTICIPATI?
Le scadenze sono identiche per qualsiasi ente.
IN QUALE FASE DEVE ESSERE COINVOLTA LA RSU E LE OOSS, PRIMA O DOPO L’APPROVAZIONE DA PARTE DELLA GIUNTA COMUNALE DEL PIAO?
Vi sono alcune sezioni del Piao che impattano con alcune relazioni sindacali. In particolare, con riferimento al Ccnl 16.11.2022: programmazione dei fabbisogni: articolo 4, comma 5, (informazione) su atti di organizzazione degli uffici di cui all’art. 6 del D. Lgs. n. 165/2001, ivi incluso il piano triennale dei fabbisogni di personale; articolo 5, comma 3, lettera c), (confronto) su individuazione dei profili professionali; articolo 5, comma 3, lettera f), (confronto) su eventuale trasferimento o conferimento di attività ad altri soggetti, pubblici o privati, ai sensi dell’art. 31 del D. Lgs. n. 165/2001 e la condizione di tutela del personale impiegato nei servizi e nelle attività oggetto di trasferimento o conferimento; articolo 5, comma 3, lettera p), (confronto) su andamenti occupazionali (se si accolga l’accezione che ciò riguardi la programmazione e non, come apparirebbe più corretto, la verifica dell’andamento registrato e le prospettive tendenziali); lavoro agile articolo 5, comma 3, lettera l), (confronto) su criteri generali delle modalità attuative del lavoro agile e del lavoro da remoto, criteri generali per l’individuazione dei processi e delle attività di lavoro, con riferimento al lavoro agile e al lavoro da remoto, nonché i criteri di priorità per l’accesso agli stessi; formazione articolo 5, comma 3, lettera i), (confronto) su la definizione delle linee generali di riferimento per la pianificazione delle attività formative e di aggiornamento, ivi compresa la individuazione, nel piano della formazione delle materie comuni a tutto il personale, di quelle rivolte ai diversi ambiti e profili professionali presenti nell’ente, tenendo conto dei principi di pari opportunità tra tutti i lavoratori e dell’obiettivo delle ore di formazione da erogare nel corso dell’anno. L’informazione è resa preventivamente e in forma scritta, allo scopo di consentire alle organizzazioni sindacali di prendere conoscenza della questione trattata e di esaminarla. Il confronto si avvia mediante l’invio ai soggetti sindacali degli elementi conoscitivi sulle misure da adottare, con le modalità previste per la informazione. Pertanto, per consentire alle organizzazioni sindacali di poter esercitare pienamente le proprie prerogative, gli elementi connessi a informazione e confronto vanno formalizzati in forma scritta e messi a disposizione prima che siano adottati/approvati. Infatti, come evidenziato, l’informazione è preventiva ed il confronto è a sua volta propedeutico all’approvazione finale, che avviene solo ed esclusivamente al termine della procedura. Dunque, la giunta può approvare il Piao solo DOPO e mai prima di aver svolto le relazioni sindacali, nel rispetto della tempistica richiesta, viste sopra. Questo incide sicuramente sui tempi di approvazione del Piao, ben difficilmente contenibili entro i 30 giorni successivi all’approvazione del bilancio di previsione. A meno che gli enti non presentino gli stralci di Piao (si insiste: la concezione monolitica del documento è astrazione velleitaria) per tempo, con buona certezza che la loro formulazione sia da considerare consolidata e, quindi, oggetto di una preliminare “validazione” da parte delle strutture tecniche e della giunta, come del resto deve avvenire per ogni documento soggetto ad informazione o confronto. E’, per altro, evidente che qualora l’ente intenda accettare indicazioni dei sindacati finalizzate a modificare, correggere, integrare gli stralci di Piao, la stesura definitiva del documento dovrà ovviamente contenere le modifiche accettate.

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