Pnrr, rimborsi entro 25 giorni. 

Per molti interventi (al momento) inclusi nel Pnrr sta per entrare nel vivo la fase esecutiva e molti enti si chiedono, ai fini della programmazione di cassa, in che tempi le spese rendicontate saranno rimborsate. A fissare i tempi è stata recentemente la circolare n. 19/2023 della Ragioneria generale dello Stato, imponendo alle Amministrazioni titolari…

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Per molti interventi (al momento) inclusi nel Pnrr sta per entrare nel vivo la fase esecutiva e molti enti si chiedono, ai fini della programmazione di cassa, in che tempi le spese rendicontate saranno rimborsate.

A fissare i tempi è stata recentemente la circolare n. 19/2023 della Ragioneria generale dello Stato, imponendo alle Amministrazioni titolari di esaminare i rendiconti degli attuatori entro 15 giorni e, se la documentazione è corretta e completa, a pagare entro i successivi 10 giorni lavorativi. In pratica, le tranche successive di finanziamento dovrebbero arrivare nelle casse dei soggetti attuatori entro meno di un mese.

La circolare interviene a tutto campo sul circuito finanziario del Piano, nodo molto sensibile nella fase attuale in cui si deve passare alla “messa a terra” degli interventi e quindi occorre iniziare a far fronte tempestivamente ai pagamenti.

Per evitare di esporre eccessivamente gli attuatori, esso è stato pensato (dal dm 11 ottobre 2021) prevedendo un anticipo iniziale e successive erogazioni a stato avanzamento lavori e a saldo. In ordine all’anticipo, la circolare chiarisce innanzitutto che non è richiesto il caricamento sul sistema ReGiS di alcun documento giustificativo di spesa per poterne beneficiare, basta che il progetto sia censito nel sistema ReGiS.

Si interviene poi sulla misura dell’anticipo, che di norma è fissato nella misura del 10% del finanziamento, importo che in molti casi non basta, ad esempio quando l’appaltatore chiede l’anticipazione contrattuale, oppure per gli  interventi che prevedono aiuti e fondi a leva. Sul punto, la circolare opera un distinguo fra nuovi progetti e progetti in essere, i primi finanziati direttamente sui fondi europei, i secondi su fondi statali. In entrambi i casi, viene prevista la possibilità di ottenere anticipi anche superiori al 10% (non viene fissato un massimale), anche se con modalità ancora poco chiare. 

Per i nuovi progetti la richiesta di anticipazione va inoltrata al Mef dall’Amministrazione titolare della misura, anche sulla base delle esigenze manifestate dai soggetti attuatori, attraverso un’apposita funzione del sistema ReGiS (non ancora implementata), senza alcuna altra formalità salvo la dichiarazione che le procedure di attivazione della misura sono in corso. 

Per i progetti in essere, invece, in attuazione dell’art. 6 del decreto-legge n. 13/2023, la richiesta può essere inoltrata (secondo le modalità descritte in apposita guida operativa che sarà emanata entro 15 giorni dalla pubblicazione della circolare) direttamente dagli attuatori sempre al Mef, il quale provvederà sentita l’Amministrazione titolare della misura. Le relative modalità sono state definite puntualmente con la successiva circolare Rgs n. 25/2023.

Vedremo se il sistema reggerà quando verrà raggiunta la velocità di crociera. E’ comunque fondamentale rendicontare in modo tempestivo ed efficace al fine di minimizzare il rischio che si creino problemi di liquidità. 

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