Programmazione dei fabbisogni di personale nel Piao ma non nel Dup

Vi sono alcune dinamiche della normativa tali da destare involontaria, ma profonda, ironia e sorrisi. Le modifiche ai sempre più intricati e complicati principi contabili (che, si dice, dovrebbero “semplificare” la normativa finanziaria locale) rientrano tra queste. Il DM 25 luglio 2023, modifica in più punti l’allegato 4/1 dei famigerati “principi contabili” che hanno reso…

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Vi sono alcune dinamiche della normativa tali da destare involontaria, ma profonda, ironia e sorrisi.

Le modifiche ai sempre più intricati e complicati principi contabili (che, si dice, dovrebbero “semplificare” la normativa finanziaria locale) rientrano tra queste.

Il DM 25 luglio 2023, modifica in più punti l’allegato 4/1 dei famigerati “principi contabili” che hanno reso la finanza locale un ginepraio. Tra questi, quello che riguarda la riforma della Sezione Operativa del Dup, nella quale, si assume, non vi dovrà più essere l’indicazione delle risorse umane destinate alla realizzazione dei programmi nell’ambito delle missioni, ma solo le relative risorse finanziarie. La conseguenza sarebbe che nel Dup si elimina il piano dei fabbisogni del personale, che quindi troverebbe spazio solo nel Piao.

Il DM, all’articolo 1, lettera g), modifica il paragrafo 8.2 del principio contabile relativo alla programmazione, che adesso stabilisce: “La programmazione delle risorse finanziarie per tutti gli anni previsti dal DUP, da destinare ai fabbisogni di personale è determinata sulla base della spesa per il personale in servizio e di quella connessa alle facoltà assunzionali previste a legislazione vigente, tenendo conto delle esigenze di funzionalità e di ottimizzazione delle risorse per il miglior funzionamento dei servizi. La programmazione di tali risorse finanziarie costituisce il presupposto necessario per la formulazione delle previsioni della spesa di personale del bilancio di previsione e per la predisposizione e l’approvazione del Piano triennale dei fabbisogni di personale nell’ambito della sezione Organizzazione e capitale umano del Piano integrato di attivita’ e organizzazione (PIAO) di cui all’art. 6 del decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2021, n. 113”.

Dunque, “guai” ad inserire nel Dup la programmazione dei fabbisogni. Nel Dup, però, occorre programmare le risorse finanziare ai fabbisogni stessi. Come determinarle? La formula è: [(spesa per il personale in servizio)+(spesa per facoltà assunzionali consentite)]-(cessazioni previste).

Ora, cosa dispone il DM 132/2022 a proposito della programmazione del Piao? All’articolo 4, comma 1, lettera c), stabilisce che il piano triennale dei fabbisogni di personale: “indica la consistenza di personale al 31 dicembre dell’anno precedente a quello di adozione del Piano, suddiviso per inquadramento professionale e deve evidenziare: 1) la capacità assunzionale dell’amministrazione, calcolata sulla base dei vigenti vincoli di spesa; 2) la programmazione delle cessazioni dal servizio, effettuata sulla base della disciplina vigente, e la stima dell’evoluzione dei fabbisogni di personale in relazione alle scelte in materia di reclutamento, operate sulla base della digitalizzazione dei processi, delle esternalizzazioni o internalizzazioni o dismissioni di servizi, attività o funzioni; 3) le strategie di copertura del fabbisogno, ove individuate”.

Sono, dunque, sostanzialmente le stesse operazioni previste per il Dup, solo entro un orizzonte annuale e triennale.

A questo punto, vi sarebbe da capire come sia possibile redigere il Dup, con i contenuti richiesti, se non si metta, prima, mano alla programmazione dei fabbisogni. La quale, nei fatti, viene “espunta” dal Dup solo formalmente, ma deve essere necessariamente redatta esattamente nei termini di dettaglio necessari al Piao, altrimenti le cifre inserite nel Dup sarebbero sparate a caso. Si dimostra, quindi, che la duplicazione degli adempimenti resti, nonostante l’imbellettamento normativo.

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